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Insulti a chi lascia il presidio: camion sotto scorta a Olbia

Insulti a chi lascia il presidio: camion sotto scorta a Olbia

Sale la tensione: qualche defezione mentre si affievolisce il sostegno dall’esterno Indagini su alcuni episodi di intimidazione. Copagri: rischi per l’ordine pubblico

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SASSARI. Intimidazioni, insulti, camion scortati dalle forze dell’ordine: sale la tensione in Sardegna dopo quattro giorni di protesta degli autotrasportatori. Qualche maglia, nel blocco, si è allargata. Alcuni trasporti di merce deperibile diretta verso la penisola sono stati fatti partire. Così come alcuni mezzi vuoti. I disagi però stanno mettendo in difficoltà diversi settori produttivi e il fronte che appoggiava le manifestazioni dei camionisti comincia a mostrare qualche crepa. I manfestanti cominciano a dover fare i conti con quelli che non aderiscono alla sospensione del lavoro. Ieri al porto dell’Isola Bianca a Olbia le forze dell’ordine sono dovute intervenire per scortare fuori dall’area di sbarco i camion che abbandonavano il presidio perché carichi di merci deperibili . Sono volate parole grosse e insulti da parte dei manifestanti verso i colleghi che si allontanavano.

Nella notte tra mercoledì e giovedì, inoltre ci sarebbero state alcune minacce dirette al pastificio Cellino per bloccare la partenza dei tir con le merci da parte di un gruppo di persone non ancora identificate. Non lontano dal pastificio, sempre la scorsa notte, è andata in scena una protesta non autorizzata davanti ai cancelli dei depositi Nonna Isa e Coop lungo la strada provinciale 61. Subito dopo che gli autotrasportatori si sono allontanati dalla zona dove avevano tenuto un presidio, davanti ai cancelli sono arrivate una quarantina di persone che hanno acceso un falò, impedendo di fatto l'uscita dei mezzi che trasportano gli alimenti nei supermercati. Sul posto sono arrivati i carabinieri.

La polizia indaga invece sul video di un uomo con il volto coperto che davanti ai cancelli della sede di Lilliu Trasporti a Uta estrae dalla tasca una pistola e dopo aver detto il nome dell'azienda esplode alcuni colpi in aria.

«La protesta sta degenerando in un vero e proprio blocco dei porti e della movimentazione delle merci, con ripercussioni a catena sull'ordine pubblico, sull'approvvigionamento degli scaffali della grande distribuzione e sulla tenuta economica di migliaia di imprese agricole sarde e del resto della Penisola»,: questo l’allarme del presidente nazionale della Copagri, Franco Verrascina, che ha scritto una lettera in merito al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e ai ministri dell'Interno, Luciana Lamorgese, e delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli. «Le tensioni, che vanno a sommarsi al gap dell'insularità, rischiano di alimentare una pericolosa “lotta tra poveri”». Verrascina invita il governo, e in particolare il Viminale, a «intervenire per stemperare le tensioni e assicurare il flusso dei prodotti agroalimentari, in particolar modo di quelli deperibili».

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