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Kiev: «Accordo in dieci giorni»

Kiev: «Accordo in dieci giorni»

L’Ucraina: garanzie di sicurezza dai membri permanenti dell’Onu

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[FIRMA&LUOGO]di Alberto Zanconato

<MC>ROMA

[TESTO]«Da pochi giorni a una settimana e mezzo»: questo l'orizzonte temporale entro cui l'Ucraina punta ad arrivare a un accordo di pace con la Russia, secondo il capo negoziatore di Kiev, Mikhailo Podolyak. Dieci giorni che diranno se è possibile non solo mettere fine al bagno di sangue ma anche rafforzare la sicurezza futura dell'intera Europa.
A fare da garanti per tale intesa, fa sapere Ankara, dovrebbero essere diversi Paesi, tra cui i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (compresa dunque la Russia), la Turchia e la Germania. È un accordo di vasto respiro quello a cui si sta lavorando, grazie al ruolo sempre più marcato della Turchia, il cui ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu è arrivato a Leopoli dopo colloqui avuti il giorno prima a Mosca. E il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è tornato a parlare al telefono con Vladimir Putin. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu è tornato intanto a riunirsi per esaminare la situazione sul terreno.
Le previsioni su un possibile accordo imminente, fatte da Podolyak in un'intervista al portale polacco Wirtualna Polska, non giustificano ancora l'ottimismo. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando alla Nbc, ha parlato di negoziati ancora «abbastanza difficili». Il suo ministro degli Esteri Dmytro Kuleba riconosce che le delegazioni sono ancora «lontane». Mentre secondo il segretario di Stato Usa Antony Blinken, Mosca non starebbe facendo «sforzi significativi».
D'altra parte l'unico a decidere in Russia resta Putin. «Tutti cerchiamo la pace, ma purtroppo il presidente Putin non vuole la pace», ha chiosato anche il premier Mario Draghi. Podolyak ha spiegato che per ora i lavori delle delegazioni proseguono a livello di sottocommissioni su temi specifici. L'argomento più spinoso è quello legale. L'intesa non dovrà violare gli accordi internazionali già esistenti e le Costituzioni dei due Paesi. E andrà trovata una formula precisa e vincolante sulle garanzie di sicurezza per Kiev quando avrà accettato di rinunciare alla Nato e si dichiarerà Paese neutrale.

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