Mille morti all’anno l’isola non dimentica
Solinas: «Anche la Sardegna ha pagato un tributo pesante»
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SASSARI. «Sono trascorsi due anni da quando il virus è entrato tragicamente nelle nostre vite, sconvolgendo la quotidianità di tutti noi, portando sofferenza e lutti che resteranno indelebili nella nostra memoria. Sei milioni le vittime in tutto il mondo, oltre 150 mila nel nostro Paese. Un pesante tributo che anche la Sardegna e i sardi hanno pagato». Il presidente della Regione Christian Solinas ha rivolto un pensiero a chi ha perso la vita per il causa del Covid. 2.147 a ieri, più di mille all’anno. Lo ha fatto in occasione delle celebrazioni per la “Giornata in memoria” istituita proprio per ricordare i tanti, troppi, che hanno perso la vita in questi due anni di lotta contro un nemico sconosciuto e spietato. «Non potremo mai dimenticare i momenti più bui di questa pandemia – ha detto il governatore – ma il 18 marzo deve essere anche l'occasione per ricordare l'impegno e il sacrificio di chi, sin dall'inizio, ha combattuto questa battaglia in prima linea per salvare vite umane e verso i quali, ora che la vita ricomincia, non possiamo che esprimere profonda gratitudine».
«L'emergenza – ha continuato Solinas – non è ancora alle spalle perchè le varianti costituiscono una minaccia che non possiamo trascurare, però lo scenario è profondamente cambiato rispetto alla fase iniziale, soprattutto in ragione di una campagna vaccinale senza precedenti per le dimensioni e per gli sforzi messi in campo. Campagna di vaccinazione sulla quale i sardi hanno riposto profonda fiducia con un'adesione tra le più alte a livello nazionale. In questa pandemia ognuno di noi è stato chiamato a fare la propria parte, per sé e per gli altri. Chi ha vissuto e affrontato l’emergenza con senso di responsabilità e altruismo ha reso il miglior omaggio alle vittime e onorato la memoria a chi non ce l'ha fatta».
E proprio sui vaccini continua a concentrarsi l’attenzione degli esperti. Il ministero ha confermato che “la quarta dose di vaccino per tutta la popolazione non è al momento giustificata da un'evidenza scientifica e in nessun paese al mondo si sta facendo”.
In Italia la quarta dose è prevista solo per gli immunocompromessi anche se non è escluso che si possa allargare la platea anche alle fasce di popolazione più anziana. Nell’Isola, come ha detto il Governatore, la percentuale della persone che hanno completato il ciclo è più alta della media nazionale anche se nelle ultime settimane il ritmo delle vaccinazioni è notevolmente calato.
«L'emergenza – ha continuato Solinas – non è ancora alle spalle perchè le varianti costituiscono una minaccia che non possiamo trascurare, però lo scenario è profondamente cambiato rispetto alla fase iniziale, soprattutto in ragione di una campagna vaccinale senza precedenti per le dimensioni e per gli sforzi messi in campo. Campagna di vaccinazione sulla quale i sardi hanno riposto profonda fiducia con un'adesione tra le più alte a livello nazionale. In questa pandemia ognuno di noi è stato chiamato a fare la propria parte, per sé e per gli altri. Chi ha vissuto e affrontato l’emergenza con senso di responsabilità e altruismo ha reso il miglior omaggio alle vittime e onorato la memoria a chi non ce l'ha fatta».
E proprio sui vaccini continua a concentrarsi l’attenzione degli esperti. Il ministero ha confermato che “la quarta dose di vaccino per tutta la popolazione non è al momento giustificata da un'evidenza scientifica e in nessun paese al mondo si sta facendo”.
In Italia la quarta dose è prevista solo per gli immunocompromessi anche se non è escluso che si possa allargare la platea anche alle fasce di popolazione più anziana. Nell’Isola, come ha detto il Governatore, la percentuale della persone che hanno completato il ciclo è più alta della media nazionale anche se nelle ultime settimane il ritmo delle vaccinazioni è notevolmente calato.
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