La Nuova Sardegna

La tregua fa ripartire l’isola ma i problemi non sono risolti

di Roberto Petretto
La tregua fa ripartire l’isola ma i problemi non sono risolti

Mura (Pd), presidente della commissione lavoro: «Prevenire tensioni future» Domani incontro tra camionisti e assessori regionali per cercare soluzioni

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SASSARI. La tempesta è proprio passata? I problemi sono alle spalle? C’è un malumore diffuso che induce a credere che quella che inizia oggi sia solo una fragile tregua. La manifestazione di sabato sera tra Chilivani e Ozieri ha dimostrato che il malumore è diffuso e non riguarda solo il mondo dell’autotrasporto. Certo, i camionisti hanno compromesso parte del favore con cui veniva vista inizialmente la loro azione con mosse che hanno finito per danneggiare altre categorie, indebolendo il già fragile tessuto economico dell’isola. Ma le ragioni di fondo di quella protesta rimangono e sono condivise da tanti sardi.

«In un contesto nazionale già difficile, ancora una volta sono esplose le criticità specifiche della Sardegna che paga la sua insularità come una tassa aggiuntiva su imprese e lavoro», dice Romina Mura del Pd, presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati. Secondo la parlamentare sarda «le istanze portate avanti da molte categorie produttive, in primo luogo l’autotrasporto, chiedono una risposta alle istituzioni dotate di potere esecutivo».

E qui la parlamentare del Pd chiama in causa anche la Regione: «Il presidente Solinas convochi un tavolo assieme alla Rappresentanza del Governo in Sardegna». Perché il rischio di nuove proteste, anche più aspre, non è scongiurato: «Anche per prevenire tensioni future, è urgente offrire un luogo di dialogo e confronto in cui valutare interventi. E bisogna mandare un preciso messaggio a chi vuole esasperare la situazione ricorrendo a violenze e intimidazioni: fuori dalla legalità non ci sono soluzioni ma altre fratture sociali».

Che la misura, peraltro temporanea, della riduzione di 25 centesimi delle accise non sia risolutiva lo dicono in tanti. Per la consigliera regionale Elena Fancello (Psd’Az) il governo nazionale deve fare di più: «Non è questo il modo di aiutare cittadini stremati e spaventati. Che senso ha un ribasso così inconsistente, per di più limitato a un mese? Qual è l’effetto pratico del rateizzare le bollette, che arrivano ogni mese? Così non si fa che peggiorare le incombenze sulle persone, già al limite della sopportazione. Il Governo italiano faccia di più, intervenendo sui mutui e sulle cartelle esattoriali, come in pandemia».

Domani la Regione dovrebbe cercare una mediazione: è previsto un incontro tra gli assessori regionali al Lavoro (Zedda), ai Trasporti (Todde) e all’Industria (Pili) e una delegazione dei camionisti. Si parla di un possibile intervento sulla continuità territoriale marittima che preveda benefici per gli autotrasportatori, ma l’ipotesi è ancora molto fumosa. Così come tutta da costruire la prospettiva di carburante a prezzo agevolato per l’autotrasporto sull’esempio di ciò che avviene per agricoltura e pesca.

Lo sconto di 25 centesimi ha sparso un po’ di cenere sopra la brace, ma il fuoco della protesta non è affatto spento.

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