La Nuova Sardegna

Emergenza energetica: Sardegna - Corsica - Toscana, Terna potenzia le linee

Giuseppe Centore
Emergenza energetica: Sardegna - Corsica - Toscana, Terna potenzia le linee

Completata la fase autorizzativa, al via lavori per oltre 750 milioni di euro

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CAGLIARI. Compie un altro passo in avanti il futuro sistema di trasmissione elettrica ed energetica che riguarda l’isola. Ieri il ministero della Transizione ecologica ha dato il proprio assenso al progetto di riammodernamento e potenziamento del Sacoi, il collegamento che dal 1992 unisce la Sardegna alla Toscana, passando per la Corsica. Nel 1992 la condotta, partiva da Codrongianos e dopo Santa Teresa di Gallura prendeva la via della Corsica, passando per Bonifacio e arrivando a Bastia, da dove si immergeva per rispuntare in Toscana. Quel cavo aveva una potenza massima nominale di 300 megawatt e per molti anni, sino all’arrivo del Sapei, era l’unico, precario collegamento tra la Sardegna e il continente. Anche per questo motivo Terna aveva imposto, per mantenere in sicurezza il sistema, una ampia riserva energetica per l’isola. Adesso il Sacoi 2 ha superato la propria vita utile ed è spesso oggetto di fuori servizio che mettono comunque a rischio, nonostante il Sapei (il cavo Sardegna-Lazio da 1000 megawatt) il sistema. Per questo motivo Terna cinque anni fa ha presentato il progetto, che adesso ha di fatto completato il suo percorso autorizzativo.

Il Sacoi 3, che fa parte della rete ritenuta indispensabile dal network dei gestori dei sistemi di trasmissione europei avrà un costo finale di 750 milioni di euro, non a carico di Terna, ma anche dei francesi di Edf (la società pubblica di produzione e trasmissione elettrica) e dei fondi comunitari. Ci vorranno non mano di quattro anni prima che il nuovo Sacoi possa entrare in esercizio. Le aree interessate al progetto sono le stesse delle attuali, per la Sardegna. Il progetto prevede due nuove stazioni di conversione da realizzare in adiacenza a quelle attuali a Codrogianos e a Suvereto (Livorno) e nuovi cavi marini tra Santa Teresa di Gallura e Piombino per circa 80 chilometri per una profondità massima di 648 metri. Mentre le linee aeree possono essere utilizzate senza modifiche, i cavi sotterranei e sottomarini devono essere sostituiti per permettere l'esercizio della condotta alla nuova potenza nominale. Da qui i lavori previsti sulla parte marina. Questa condotta, una volta in esercizio, costituirà il terzo collegamento per unire, sia da nord che da sud la Sardegna alla penisola. Oltre al Sapei infatti, è previsto il Tyrrhenian-link, il lungo e capace cavo bipolare e bidirezionale che unirà Sardegna Sicilia e Campania e che nel 2028 dovrebbe essere completato con un investimento che adesso si avvicina ai 3,8 miliardi di euro. Secondo i tecnici di Terna il T-link è fondamentale sia per assicurare una regolata e sicura transizione energetica con l’addio al carbone, sia per convogliare anche nella penisola la quantità di energia da fonti rinnovabili che si prevede venga prodotta in più in Sardegna da qui al 2026; circa 2,2 gigawatt, pari a tre volte l’energia adesso prodotta a pieno regime da una delle due centrali a carbone presenti.

@gcentore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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