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Inchiesta per truffa e corruzione, torna libero il segretario di De Giorgi

Inchiesta per truffa e corruzione, torna libero il segretario di De Giorgi

Il Gip: «Ha lasciato la Regione, non c’è rischio che ripeta il reato»

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CAGLIARI. Marco Pili è tornato in libertà, dovrà soltanto presentarsi ogni pomeriggio alle 17 negli uffici della Guardia di Finanza. L’ha deciso il gip Giorgio Altieri. La ragione è questa: il segretario e portaborse del consigliere Valerio De Giorgi ha lasciato l’incarico “in comando” al Consiglio regionale ed è tornato all’autorità portuale, di cui è dipendente. Grazie a questa scelta, concordata coi difensori Pierandrea Setzu e Renato Chiesa «le esigenze cautelari che l’avevano condotto agli arresti domiciliari si sono significativamente attenuate - scrive il gip Altieri - fatto rilevante perché il pericolo di reiterazione del reato è strettamente legato al rapporto con De Giorgi». Pili era finito in custodia cautelare su richiesta del pm Giangiacomo Pilia perchè indagato con l’accusa di tentata truffa in concorso con De Giorgi: sarebbe stato lui - stando alle accuse - ad affiancare l’onorevole di Sardegna Forte nel tentativo di ottenere un contributo di 650 mila euro a favore della Pro Loco Città di Cagliari, secondo il pm costituita soltanto per attrarre finanziamenti. Un ruolo che emerge dalle conversazioni via whatsapp trovate dalla Guardia di Finanza nello smartphone di De Giorgi.

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