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Energia: parchi di mega batterie nell'isola, i sindaci approvano

Da Codrongianos e Ottana consenso sulla mappa degli impianti


04 aprile 2022 Roberto Petretto


SASSARI. Nel deserto della zona industriale di Ottana, là dove sorgevano fabbriche e speranze, nascerà una piccola selva di grandi accumulatori elettrici. Una parte del puzzle energetico che dovrà garantire all'isola stabilità negli approvvigionamento per il futuro. Anche se ancora non è ben chiaro quali saranno gli altri tasselli del puzzle, come si integreranno fra loro e in quali tempi, c'è già un elemento che fornirà una ragionevole certezza: entro il 2024 la selva di batteria dovrà essere installata nelle varie sedi individuate nell'isola. 197 megawatt a Quartucciu, altri 197 a Portoscuso, 153 a Ottana, 94 a Ploaghe, 52 a Assemini e 4 a Guspini. A Ottana sono ben contenti di questa prospettiva: il sindaco Franco Saba si dice convintamente soddisfatto della prospettiva: «Sono d'accordo con il progetto: qualsiasi cosa che è green mi interessa».

Il sindaco fornisce qualche altro dettaglio: «Il progetto verrà realizzato nell'ex reparto tereftalico dell'ex etichette Enichem e poi di Ottana energia. Il reparto verrà demolito, pulito e bonificato. Ci sarà anche un corso di formazione professionale per operatori di energia rinnovabile».

Al di là degli aspetti tecnici e ambientali, il sindaco guarda anche ai risvolti economici e occupazionali per il territorio: «Il progetto creerà anche diversi posti di lavoro con il corso professionale. Un'inversione di tendenza rispetto al passato».Nel nord Sardegna occhi puntati anche nella zona tra Cordongianos e Ploaghe. La collocazione finale delle mega batteria non è chiara. Il sindaco Ploaghe, Carlo Sotgiu, è convinto che l'impianto sorgerà in terreni che ricadono nel territorio del Comune da lui guidato. Anche il sindaco di Codrongianos, Cristian Budroni, è convinto che uno sei siti individuati nell'isola per ospitare le batterie di accumulo sia la grande centrale elettrica di Terna che sorge in territorio di Codrongianos, all'altezza del quadrivio di Ploaghe: «L'intervento previsto nella centrale situata nel nostro territorio comunale rappresenta un importante snodo centrale del progetto nazionale teso al miglioramento della sicurezza, dell'affidabilità e della sostenibilità della rete elettrica - spiega Cristian Budroni, in carica da poco più di sei mesi - e la società Terna fin dal 2018 ha avviato una serie di interlocuzioni con le amministrazioni comunali, anche organizzando incontri pubblici per rendere noti gli interventi previsti. L'auspicio è che il consumo del suolo necessario per l'adeguamento della stazione di Codrongianos, destinata a diventare una piccola eccellenza, porti benefici a tutto il territorio, anche in termini occupazionali».

La prospettiva di un diffuso parco di accumulatori non riscuote consensi unanimi: già all'annuncio di Enel qualche voce discorde si era levata, spinta soprattutto dalle preoccupazioni per il futuro di chi oggi lavora nelle centrali: «Si nutrono forti dubbi sull'efficacia di tale tecnologia se non integrata in un sistema che comprenda al suo interno il supporto essenziale della centrale di Fiumesanto - ha sottolineato la Uiltec -. La tecnologia "proposta" dall'asta di capacità presenta limiti evidenti dovuti dal fatto che non si tratta di una produzione ma di un accumulo che per definizione, una volta esaurito, necessità essere ricaricato».

I timori sono, ovviamente, per il futuro della centrale a carbone di Fiumesanto: Ep, proprietaria della centrale, ha presentato, alla fine del 2021, l'istanza per l'avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale per poter avviare l'iter di riconversione a gas, con l'obiettivo di riconvertire l'attuale impianto con uno a a gas a ciclo combinato. (hanno collaborato Mauro Tedde e Federico Sedda).

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