Sos scuola, insegnanti di sostegno: solo la metà in cattedra
A settembre ne serviranno circa 8000 ma 3500 non saranno specializzati. I corsi delle Università non bastano: ci sarà posto per 450 candidati
SASSARI Denatalità e spopolamento svuotano le scuole dell’isola ma nelle aule cresce il numero degli studenti che hanno necessità dell’insegnante di sostegno perché affetti da una disabilità - fisica o mentale - più o meno grave. A settembre si stima che saranno circa 8mila, almeno 300 in più rispetto all’anno precedente, con una concentrazione massiccia alle secondarie di primo grado (ex Medie) e secondarie di secondo grado (ex Superiori). Ma solo poco più della metà troverà ad accoglierlo un insegnante di sostegno specializzato, gli altri saranno affiancati da un docente non abilitato o precario. Il problema è noto da tempo: il numero degli insegnanti qualificati è scarso, perché non cresce alla stessa velocità di quello degli alunni, che invece cammina spedito. Una situazione presente in quasi tutte le Regioni per la quale non si è riusciti a trovare una soluzione strutturale che consenta di uscire dalla costante emergenza, con alunni fragili privati di un supporto fondamentale o seguiti da docenti che non hanno le competenze necessarie. Il ministero dell’Istruzione, più volte sollecitato, prova a mettere l’ennesima pezza approvando il decreto per la formazione di quasi 26mila insegnanti di sostegno in Italia con i corsi abilitanti affidati alle Università: in Sardegna i posti disponibili sono 450, di cui 150 a Sassari e 300 nell’ateneo di Cagliari. Numeri ancora insufficienti per colmare i buchi negli organici anche perché i prossimi specializzati non saranno a disposizione prima del settembre 2023.
L’emergenza nell’isola. Il problema è sentito in tutte le province, con quella di Sassari (compresa la Gallura) alle prese con una situazione particolarmente critica: in appena 12 mesi il numero degli studenti diversamente abili è passato da 2938 a 3226, quasi 300 in più. Ma per più di un terzo mancherà il docente di sostegno abilitato. L’allarme riguarda soprattutto la fascia d’età 11-18 anni (medie e superiori), a seguire quella 6-11 (primaria) mentre alla scuola materna (3-6) la copertura è sufficiente.
I nuovi corsi. Il via libera al VII ciclo Tfa (Tirocinio formativo attivo) per il sostegno è stato ufficializzato nel decreto firmato giovedì dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. I posti in totale sono 25.874, la distribuzione vede alcune regioni – soprattutto quelle dove sono presenti 3 o 4 atenei – fare la parte del leone. La Sardegna ottiene 450 assegnazioni come l’anno scorso, 60 in più rispetto al ciclo di formazione del 2020. Saranno 300 gli insegnanti abilitati a Cagliari, così ripartiti: 45 alla scuola dell’infanzia, 75 alla Primaria, 85 alle secondarie di Primo grado e 95 alle secondarie di Secondo grado. L’Università di Sassari si ferma invece a quota 150: zero alla scuola dell’infanzia (dove appunto non c’è emergenza), 50 per Primaria e secondarie. Le prove preselettive si svolgeranno tra il 24 e il 27 maggio, si comincia il 24 conl’infanzia e si chiude il 27 con quelle per le Superiori. La prima prova consiste in un test con 60 quesiti a risposta multipla sulle conoscenze didattiche, psicopedagogiche e giuridiche dell’aspirante docente di sostegno e sulle abilità linguistiche, Chi supera la prova preselettiva sarà ammesso al corso di formazione vero e proprio, articolato in un ciclo di lezioni con chiusura nel giugno 2023. La formazione ha costi alti, più o meno gli stessi in tutte le Università: l’investimento oscilla tra i 3000 e i 3800 euro da versare in tre rate. Un salasso per le tasche di molti docenti precari che più volte hanno chiesto - inutilmente - una riduzione della spesa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
