«Neri pagati a carrube», sospeso l’allenatore di volley
Il caso a Cagliari
CAGLIARI. Paga con tre mesi di sospensione «da ogni attività federale» l’ex commissario tecnico della nazionale italiana under 21 di pallavolo femminile sorde e allenatore, il cagliaritano Enrico Balletto (49 anni), autore il 20 dicembre 2021 di un commento su Facebook dove ha ipotizzato che cinque ragazzi africani ingaggiati dal Comitato regionale Fipav per lavorare all’allestimento del World Tour a Cagliari fossero stati pagati con «carrube, secchi d’acqua o una miseria». Nel commento, che seguiva la pubblicazione di un’immagine dei giovani neri scelti con la collaborazione della Caritas, Balletto si chiedeva «se non ci fossero dei giovani italiani o sardi disposti a lavorare».
Conosciuto anche come esponente e candidato di Casa Pound alle elezioni politiche, il tecnico è stato segnalato dal dirigente locale della Fipav Pier Paolo Murgioni - tacciato nel post di essere «pavido» al presidente locale Eliseo Secci e la sua posizione è finita all’attenzione del tribunale federale, che l’ha sanzionato per aver offeso un altro tesserato e per aver violato «i principii di correttezza e rettitudine morale e sportiva nei confronti di altri tesserati». Nessun riferimento, ne testo della decisione, alle frasi cui Murgioni, nella sua segnalazione, attribuiva «implicazioni sicuramente contrarie ai principii di “no al razzismo” tanto cari alla Fipav e a tutti i suoi componenti».
Il procuratore federale Giorgio Garlaschelli aveva chiesto la sospensione di Balletto per cinque mesi, mentre i difensori Linda Corrias e Davide Mollica hanno sostenuto che nel post contestato mancasse «ogni riferimento alla Fipav e alla manifestazione in questione» come anche «non vi fosse alcuna correlazione alla correttezza della federazione nel reclutamento da parte di Murgioni, ma solo la denuncia generale sul piano sociale, quindi non su un piano che interessava la persona dell’accusatore e della federazione sportiva». In altre parole «una libera manifestazione del pensiero svolta in ambito privato e individuale».
Una tesi che non ha convinto i giudici federali - presidente Massimo Rosi, vice Antonio Amato, componente Antonio Mennuni - che hanno in sostanza confermato il contenuto del capo d’incolpazione, secondo il quale Balletto avrebbe «dileggiato il tesserato Murgioni e la funzione svolta su incarico della Fipav Sardegna, accusandolo falsamente di aver utilizzato immigrati invece che isolani per evitare di corrispondere la giusta retribuzione ai lavoratori». In realtà i cinque giovani immigrati sono stati pagati per la loro prestazione cento euro al giorno, così come tutti gli altri reclutati fra i sardi: «Abbiamo reclutato cinque ragazzi africani su trentasei impegnati nell’organizzazione della manifestazione sportiva - spiega Pier Paolo Murgioni - all’interno di un accordo tra la Fipav e la Caritas, li abbiamo pagati come tutti gli altri, qui nessuno fa caporalato o schiavismo. Ho il ruolo di supervisor internazionale della Federazione, non potevo far finta di nulla davanti a quelle insinuazioni, non tanto per me quanto per la federazione».
L’ex ct nazionale non ha voluto commentare, per l’avvocato Mollica la decisione è un «caso di censura, perché si interpretano frasi sulla base di contenuti che non ci sono, visto che Balletto non ha offeso nessuno ma espresso valutazioni personali, condivisibili o no. Ricorreremo alla Corte Federale d’Appello».
Intanto si apprende che Balletto ha giocato una partita sabato ed è andato in panchina domenica scorsa con La Torre di Tortolì dopo la notifica della decisione. Rischia il raddoppio della sanzione. (m.l)
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