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Rifiuti, la “tariffa puntuale” porterà costi più bassi per le famiglie sarde

Rifiuti, la “tariffa puntuale” porterà costi più bassi per le famiglie sarde

La Regione accelera per coinvolgere tutti i Comuni. L’obiettivo è far arrivare la quota di differenziata all’80%

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CAGLIARI. La regola virtuosa è chiara: meno rifiuti indifferenziati produci, meno dovresti pagare. Nel gergo della burocrazia è la «tariffa puntale», mentre per i cittadini la definizione è molto più semplice: «Equità e risparmio. Sta di fatto che fra i 377 Comuni solo quello di Cagliari è riuscito (o meglio ci sta provando) ad alleggerire il peso della Tari. A breve anche Quartu e Nuoro dovrebbe allinearsi, ma il resto della truppa è ancora indietro sulla «tariffa puntale». Anche se la Sardegna è già piazzata al secondo posto nella classifica delle regioni con la più alta quantità di raccolta differenziata: oltre il 74 per cento sul totale dei rifiuti prodotti. «Però entro quest’anno – ha detto l’assessore all’ambiente Gianni Lampis vogliamo raggiungere l’ambiziosa quota dell’80 per cento». Riuscirci non sarà facile, ma è proprio per centrare il traguardo che la Regione ha inserito un nuovo premio per i Comuni. «Se raggiungeranno i tetti previsti e soprattutto applicheranno la tariffa puntale, i costi del servizio porta a porta diminuiranno ancora e di conseguenza anche la Tari sarà sempre meno cara per i cittadini».

Il meccanismo. All’inizio i Comuni non avranno l’obbligo di seguire la proposta della Regione, ma se nel 2023 saranno ancora indietro perderanno tutti i bonus ottenuti finora. Comunque, stando all’ultima delibera approvata dalla Giunta, i Comuni che, nei prossimi mesi, riusciranno a superare la soglia del 70 avranno un sconto sulle spese di conferimento del 25 per cento se non applicheranno la «tariffa puntuale», mentre sarà il doppio se faranno pagare ai cittadini una Tari più equa. I bonus saliranno ancora nel caso in cui i Comuni riescano a raggiungere l’80 per cento di raccolta differenziata. In questo caso, lo sconto non sarà solo del 50 per cento, com’è adesso, ma salirà fino al 75 con l’applicazione della «tariffa puntuale». In altre parole – ha sottolineato l’assessore – «abbiamo alzato l’asticella, ma allo testo tempo proponiamo un nuovo modello di premialità molto più vantaggioso». Per poi annunciare : «Dopo questi primi mesi d’avvio e la sperimentazione del 2023, fra due anni dovrà essere questo lo schema finale e quindi chiediamo ai Comuni di accelerare le procedure, per raggiungere, tutti insieme e soprattutto al più presto, il traguardo dell’80 per cento di differenziata».

La media. Stando alle ultime tabelle della Regione, oggi ogni sardo paga in media 193euro di Tari all’anno. Se i Comuni riusciranno a raggiungere gli obiettivi previsti dall’assessorato all’ambiente, il risparmio per ogni cittadino sarebbe almeno del 10 per cento e quindi 20 euro in meno di tributi da pagare. Solo che da quando il porta a porta ha preso piede quasi dappertutto, il conteggio continua a essere fatto non sull’effettiva quantità d’indifferenziato prodotto, ma sui componenti del nucleo familiare e sui metri quadri della casa. «Invece – ha ribadito l’assessore – noi chiediamo ai Comuni di calcolare con esattezza la quantità cittadino per cittadino fino a raggiungere l’auspicata e giusta tariffa puntuale».

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