SASSARI. L’elenco è molto più lungo ma i primi casi venuti a galla mettono nei guai il broker Roberto Diomedi, arrestato nei giorni scorsi. Dalla pensionata cerca di far lievitare i risparmi per sistemare i denti, allo sposino che si gioca i regali del matrimonio, al marito che non riesce a riavere indietro i soldi per curare i due tumori della moglie.
E, infine, il contribuente modello, talmente convinto della bontà dell’asset, da averci pagato persino le tasse. Sono queste le storie di alcuni degli investitori sardi che hanno affidato i loro soldi – dai mille ai 100mila euro – all’ex broker Roberto Diomedi, il 51enne di Sinnai che nei giorni scorsi è stato arrestato con l’accusa di aver confezionato un colossale schema Ponzi da 4,5 milioni di euro. Le identità degli investitori finiti nel presunto schema Ponzi ideato dall’ex broker cagliaritano sono top secret. Ma le loro storie sono nero su bianco su una serie di denunce depositate alla procura della Repubblica di Cagliari dallo studio legale Giambrone& Partners, che ne assiste una trentina. Senza considerare che tante altre persone hanno rinunciato a denunciare. «Questo anche perché – spiega l’avvocato sassarese Giorgio Bianco – avendo investito spesso i propri risparmi, non hanno voluto procedere per non affrontare ulteriori costi».
Le spese per il dentista. Tra le vittime c’è una pensionata ultrasettantenne che aveva investito circa 8mila euro nella certezza di ottenere dei guadagni mensili per poter poi pagare il dentista. «La signora aveva investito i risparmi per poter sostenere spese mediche urgenti – racconta il legale – con la convinzione di poter accedere alle costose cure solo grazie a questi guadagni». «Il fatto è rilevante – aggiunge Bianco – se si considera che la signora percepisce una pensione di 500 euro mensili. Le somme investite erano frutto di diversi anni di faticosi risparmi e alla fine ha dovuto rinunciare alle cure preventivate».
Le tasse pagate. C’è poi un cliente che ha investito circa 100mila euro, versando, con modello F24, le imposte per redditi maturati all’estero, per un totale di oltre 6mila euro. Senza ottenere alcun guadagno e senza poter ottenere nemmeno il rimborso di quanto investito.
I soldi per curare il tumore. Un’altra storia che lascia l’amaro in bocca riguarda un cliente che ha investito circa 13mila euro. Poi a un certo punto sua moglie si è ammalata, le hanno diagnosticato due tumori. Lo stesso aveva chiesto in tutti i modi quanto meno la restituzione delle somme per poter affrontare le spese mediche ma non ha mai ottenuto nulla.
I doni di nozze. Un altro caso è quello di un cliente che ha investito circa 16mila euro, cioè i soldi ricevuti in regalo il giorno del matrimonio e che aveva messo da parte per farli fruttare un po’.
Le promesse. Le tipologie di investimento proposte ai risparmitori avrebbero dovuto garantire un guadagno mensile pari al 5 per cento dell’investimento. «Successivamente venivano proposti altri pacchetti – precisa l’avvocato Bianco – tra cui da ultimo l’acquisto di bond registrati in blockchain per lo sviluppo di un progetto legato a una concessione mineraria». Secondo gli avvocati, quando però gli investitori cercavano di svincolarsi non c’era verso di riuscirci. Anzi, i clienti sarebbero stati invitati più volte a effettuare nuovi versamenti, con la «prospettazione» di ulteriori, cospicui e sempre facili guadagni.
Le rassicurazioni. «All’iniziale fiducia circa la bontà degli investimenti – riprende l’vvocato Giorgio Bianco – seguivano le rassicurazioni con chiamate, messaggi e/o videochiamate da parte dei broker, i quali, facendo leva sull’eloquenza, riuscivano a convincere i clienti a effettuare nuovi investimenti».
Le denunce. Intorno alla fine del 2019 il dipartimento Financial services litigation dello studio Giambrone ha avviato la fase stragiudiziale volta al recupero delle somme degli investitori attraverso la notifica di lettere di diffida e messa in mora sia alla società guidata da Diomedi, la Bolton first credit limited con sede a Londra, sia personalmente all’ex broker. Ma le numerose comunicazioni inviate dagli avvocati non avrebbero mai ricevuto alcun riscontro. A quel punto gli investitori hanno deposito una serie di denunce alla Procura di Cagliari. E nei giorni scorsi l’ex broker è stato arrestato con l’accusa di aver, attraverso il cosiddetto “metodo Ponzi”, truffato migliaia di persone, secondo l’accusa 5mila in tutta Italia.