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«Non ha i soldi per il cibo»: libera la sorella del broker

«Non ha i soldi per il cibo»: libera la sorella del broker

Barbara Diomedi lascia gli arresti domiciliari per poter accudire i due figli. Le misure cautelari restano invariate per il fratello e tutti gli altri imputati

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CAGLIARI. È in stato di indigenza, deve occuparsi dei due figli, vive di un piccolo reddito di cittadinanza e per lei ritirare ogni giorno i pacchi di alimentari offerti dalla Croce Rossa e dall’associazione Domus de Luna è un’esigenza vitale: è con queste motivazioni che il gip Ermengarda Ferrarese ha revocato gli arresti domiciliari a Barbara Diomedi (47 anni), la sorella del consulente finanziario cagliaritano Roberto Diomedi (51) finito in carcere lo scorso 16 aprile con la pesante accusa di associazione a delinquere in truffa aggravata e altri reati per aver sottratto i risparmi a migliaia di persone grazie a promesse di rendimenti finanziari fuori mercato. Assistita dall’avvocato Pierandrea Setzu, Barbara Diomedi deve rispondere di partecipazione all’associazione a delinquere promossa dal fratello, in sostanza di aver collaborato alle attività della società Bolton First Credit limited prestandosi a «operazioni truffaldine - si legge nel capo d’imputazione firmato dal gip - pubblicizzando servizi di investimento in svariati incontri e meeting, oltre che rassicurando la platea degli investitori sulla serietà dei servizi offerti».

All’esame di garanzia, venerdì della scorsa settimana, Barbara Diomedi si è avvalsa d’intesa con l’avvocato Setzu della facoltà di non rispondere alle domande del giudice Ferrarese e del pm Diana Lecca. È stato il suo difensore però a illustrare ai due magistrati la condizione critica in cui vive la donna, costretta a chiedere aiuti alimentari per sfamare se stessa e i figli. Per il gip Ferrarese la posizione processuale della donna non è cambiata di una virgola («resta inalterata la valutazione espressa nell’ordinanza per le misure cautelari») ma «la gravissima condizione di indigenza» e «la distanza dagli affari del fratello Roberto, vero motore immobile dell’intera attività fraudolenta inducono a ritenere degradate le esigenze cautelari». In altre parole, Barbara Diomedi potrà uscire liberamente dalla sua abitazione di Quartu ed è autorizzata «a recarsi il 5 maggio a Cagliari, in viale Merello, per ritirare il pacco della Croce Rossa» e ogni martedì per ricevere il pacco alimentare dall’associazione Domus de Luna. Nelle altre ore del giorno non potrà allontanarsi dal territorio del comune di Quartu e dovrà presentarsi alla stazione dei carabinieri per i controlli quotidiani. Resta l’obbligo di dimora per l’altro fratello Fabrizio Diomedi e per Valentino Deidda ed Erika Lecca, mentre Roberto Diomedi rimane in carcere nonostante abbia risposto per due ore e mezzo all’esame di garanzia cercando di chiarire la propria posizione.

L’inchiesta giudiziaria con dieci indagati sulla cosiddetta truffa piramidale è nata dalle denuncia di una settantina di clienti diffusi in tutta Italia che avevano perso i propri risparmi dopo averli affidati a Diomedi in vista di un tasso del 5 per cento mensiile. (m.l)

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