Per viaggiare in traghetto bisognerà spendere di più
di Giandomenico Mele
Messina (Assoarmatori): «Aumenti sulle merci si estenderanno ai passeggeri»
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OLBIA. Il caro energetico che sta pesando sul traffico marittimo rischia di compromettere la stagione turistica? Un quesito quanto mai attuale davanti alle rotte più importanti per i collegamenti marittimi con l’Isola. Il porto Isola Bianca è uno dei più importanti scali passeggeri del Mediterraneo e il caro traghetti potrebbe incidere sul numero di turisti che arriveranno nel nord Sardegna questa estate. Un quadro della situazione attuale lo fornisce Stefano Messina, presidente di Assarmatori, una delle più importanti associazioni di categoria dell'industria della navigazione, che rappresenta gli armatori italiani, dell’Unione Europea e dei Paesi terzi che operano in Italia servizi marittimi regolari di linea.
Aumento dei prezzi. «L’aumento del prezzo del carburante impatta chiaramente anche sui costi del trasporto marittimo che, anche nei mesi più difficili caratterizzati dalla pandemia e dal lockdown, ha continuato a svolgere regolarmente i suoi servizi – spiega Messina -. Il rischio che tale dinamica si possa riflettere anche sui prezzi dei biglietti per i passeggeri è concreto e questo potrà avere ripercussioni notevoli pure per l’industria turistica della Sardegna, anche se certamente non è interesse di noi armatori: in tal caso saremmo i primi a perdere volumi di trasportato merci e passeggeri e quindi fatturato».
Per un traghetto il viaggio andata e ritorno da Genova verso Olbia, per il costo del carburante, è cresciuto di 50 mila euro, circa il trenta per cento in più di quanto una compagnia spende abitualmente. Proiezioni su altre rotte danno aumenti analoghi. Si aggirerebbe intorno ai 27.300 euro l’aumento del costo del carburante sulla Civitavecchia-Olbia-Civitavecchia.
In attesa che la transizione energetica faccia il suo corso e che gas naturale liquefatto, ammoniaca o idrogeno possano essere immessi come combustibili nei traghetti per l’Isola, il 90% delle navi viaggia con il carburante tradizionale, che risente del caro energetico.
Le rotte. «Sulla Olbia-Civitavecchia in inverno sono attive Gnv, Moby e Grimaldi, come da convenzione – sottolinea il presidente di Assarmatori -. Ed è la stessa convenzione a includere una sorta di algoritmo per la definizione del prezzo che tiene conto anche del costo del carburante. Ritengo impossibile fare previsioni, ad oggi, sull’impatto del caro carburante nella prossima stagione estiva. Per quanto riguarda i passeggeri, le compagnie monitorano costantemente l’andamento del prezzo del carburante, ma al momento non ci sono ripercussioni dirette sull’utenza».
Previsioni per la prossima estate? «Vista la volatilità del momento, è ancora impossibile farne: chi prenota adesso blocca il prezzo del momento, non si hanno certezze per le prenotazioni di giugno su luglio e agosto e quindi non si possono fare previsioni in questo senso. I dati provengono dal mercato, ci sono tariffe trasparenti sui siti delle compagnie in funzione della propria politica di marketing e non provengono direttamente da Assarmatori, che non ha alcun controllo né funzione di regia sulle tariffe».
Aumento dei prezzi. «L’aumento del prezzo del carburante impatta chiaramente anche sui costi del trasporto marittimo che, anche nei mesi più difficili caratterizzati dalla pandemia e dal lockdown, ha continuato a svolgere regolarmente i suoi servizi – spiega Messina -. Il rischio che tale dinamica si possa riflettere anche sui prezzi dei biglietti per i passeggeri è concreto e questo potrà avere ripercussioni notevoli pure per l’industria turistica della Sardegna, anche se certamente non è interesse di noi armatori: in tal caso saremmo i primi a perdere volumi di trasportato merci e passeggeri e quindi fatturato».
Per un traghetto il viaggio andata e ritorno da Genova verso Olbia, per il costo del carburante, è cresciuto di 50 mila euro, circa il trenta per cento in più di quanto una compagnia spende abitualmente. Proiezioni su altre rotte danno aumenti analoghi. Si aggirerebbe intorno ai 27.300 euro l’aumento del costo del carburante sulla Civitavecchia-Olbia-Civitavecchia.
In attesa che la transizione energetica faccia il suo corso e che gas naturale liquefatto, ammoniaca o idrogeno possano essere immessi come combustibili nei traghetti per l’Isola, il 90% delle navi viaggia con il carburante tradizionale, che risente del caro energetico.
Le rotte. «Sulla Olbia-Civitavecchia in inverno sono attive Gnv, Moby e Grimaldi, come da convenzione – sottolinea il presidente di Assarmatori -. Ed è la stessa convenzione a includere una sorta di algoritmo per la definizione del prezzo che tiene conto anche del costo del carburante. Ritengo impossibile fare previsioni, ad oggi, sull’impatto del caro carburante nella prossima stagione estiva. Per quanto riguarda i passeggeri, le compagnie monitorano costantemente l’andamento del prezzo del carburante, ma al momento non ci sono ripercussioni dirette sull’utenza».
Previsioni per la prossima estate? «Vista la volatilità del momento, è ancora impossibile farne: chi prenota adesso blocca il prezzo del momento, non si hanno certezze per le prenotazioni di giugno su luglio e agosto e quindi non si possono fare previsioni in questo senso. I dati provengono dal mercato, ci sono tariffe trasparenti sui siti delle compagnie in funzione della propria politica di marketing e non provengono direttamente da Assarmatori, che non ha alcun controllo né funzione di regia sulle tariffe».
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