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Fondi alla sanità privata, Cagliari batte Sassari 8-1: cresce il divario tra le due città

Luigi Soriga
Fondi alla sanità privata, Cagliari batte Sassari 8-1: cresce il divario tra le due città

Gianfranco Ganau: «Ci sono territori dove la gente aspetta 6 mesi per una risonanza o una mammografia e in altri 6 giorni. Non è accettabile»

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SASSARIIl grande divario tra la sanità convenzionata del sud e quella del nord, con una differenza di 8 a 1 sulla erogazione delle risorse, così come denunciato sulle pagine della Nuova Sardegna, sta suscitando pesanti reazioni sul versante politico.Il consigliere regionale del Pd Gianfranco Ganau ricorda al governatore Solinas gli impegni presi a fine 2020: «Il presidente Solinas aveva promesso che avrebbe proseguito nella riduzione delle disuguaglianze nella diagnostica territoriale convenzionata avviata dalla Giunta precedente, invece nel 2021 sono state stanziate risorse aggiuntive minimali e mal distribuite e nel 2022 le risorse suddivise in questi giorni riportano le lancette indietro di anni prima dell'Ats guidata da Fulvio Moirano, che aveva avviato la massima trasparenza e la correzione di questi dati».

Invece i numeri dicono l'esatto contrario: «Non è più accettabile che non si ponga rimedio alle disuguaglianze tra nord e sud dell'isola, 80 euro per abitante alla Asl 8 di Cagliari contro i 20 dell'Asl 1 di Sassari per le visite, le risonanze e le tac, per la fisioterapia. Su 63 milioni distribuiti in tutta la Regione, 42 milioni sono solo per la Asl 8 per 540.000 abitanti contro i 7 milioni della Asl 1 di Sassari della Asl 2 di Olbia per quasi 500.000 abitanti. E soffre anche Nuoro dove per la fisioterapia ci sono 80 centesimi per abitante».

E prosegue: «Nel 2022 le risorse sono diminuite per tutti e sono aumentare solo per la Asl 8 di Cagliari, perché continuano ad essere accreditate nuove strutture nonostante il previsto blocco stabilito dalla Giunta lo scorso anno sull'accreditamento di strutture nel sud della Sardegna. A Cagliari sono più di 100, più della metà di tutta l'isola contro le 25 di Sassari e le 10 della Gallura che hanno insieme la stessa popolazione della Asl 8: accreditamenti che avvengono senza un criterio chiaro e trasparente; ad esempio, per quale motivo è stata accreditata una ulteriore struttura a Cagliari Asl 8 di dialisi quando ce ne sono già tre e non ne esistono nel resto dell'isola? Quindi delle due l'una: o ci si ammala di più nel sud della Sardegna oppure nel nord e nel centro dell'isola ci si cura di meno. Ci sono territori dove la gente aspetta 6 mesi per una risonanza o una mammografia e in altri 6 giorni. Non è accettabile. Siamo tutti sardi».

La consigliera regionale del M5s Desirè Manca, invece punta il dito sulle inefficiente dell'Assl di Sassari, che non è stata capace di battere cassa: «La Regione metteva a disposizione un finanziamento di 1 milione 274mila euro, destinato a prestazione di specialistica ambulatoriale finalizzata al recupero delle liste di attesa, ma i direttori generali delle Assl, in particolare della Assl 1, non hanno fatto le dovute pressioni per ottenere i fondi di cui la città di Sassari ha bisogno per poter erogare servizi sanitari degni di questo nome». Così Desirè Manca ha presentato una mozione che impegna il presidente Solinas e l'assessore alla Sanità Mario Nieddu a rimuovere dai propri incarichi i direttori generali che non hanno provveduto ad ottenere i fondi per la Assl 1 di Sassari.

«Nessuna specifica richiesta è arrivata da parte delle Asl di Sassari, Medio Campidano, Sulcis, Ogliastra. Come mai in un momento delicato come quello che stiamo attraversando, i vertici della Assl di Sassari non hanno provveduto a inviare le esigenze di ottenere dei finanziamenti per concorrere alla ripartizione dei fondi destinati alla sanità sassarese? Le problematiche della sanità del Nord Sardegna sono note e sotto gli occhi di tutti quotidianamente. Credo che il Presidente della Regione debba prendere in mano la situazione andando a capire le motivazioni che stanno dietro a questa occasione sprecata e provvedendo anche ad una vera e propria valutazione degli obiettivi non raggiunti da parte dei vertici della Assl 1 di Sassari».

Anche le Acli di Sassari, che con i loro sportelli rivolti ai cittadini hanno il polso della situzione sanitaria, chiedono un drastico cambio di rotta nella ripartizione dei fondi.«Le cose sono fuori controllo e peggiorano per Sassari, Olbia e Nuoro e questo porta all'enorme crescita delle liste d'attesa anche su operazioni chirurgiche ordinarie - dice il presidente delle Acli di Sassari, Salvatore Sanna, coordinatore di AcliSalute - lo dimostrano persino i dati ufficiali della Regione e l'aumento degli accessi al nostro sportello cittadino». E conclude: «Pagheranno queste scelte gli anziani e i malati cronici, vale a dire coloro che utilizzano la maggior parte delle prestazioni sanitarie e hanno bisogno di visite ed esami diagnostici rapidi. Sono proprio gli anziani e i malati cronici le persone che, più di tutte, hanno pagato con livelli di mortalità più elevati il costo della pandemia in Sardegna».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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