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Italgas apre all’ipotesi di un’intesa con Abbanoa

L’Ad Gallo: «Collaborazioni con le aziende di distribuzione dell’acqua»


17 giugno 2022 di Giuseppe Centore


INVIATO A TORINO. Nel giorno della presentazione del piano industriale Italgas per i prossimi sei anni, l’Ad di Italgas Paolo Gallo in queste intervista esclusiva rilasciata alla Nuova Sardegna interviene anche un altro tema caldo e delicato. È quello che vede gli operatori delle imprese pubbliche di gestione di servizi integrati (Hera, A2a, Acea, Iren tra gli altri) rispondere all’invito del governo a collaborare con le società di gestione degli acquedotti meridionali, quelle dove si concentrano le sofferenze, in termini di efficienza e equilibrio dei conti. Il tema viene naturalmente trattato con prudenza, per quanto riguarda il rapporto con il gestore del sistema idrico sardo, ma la speranza in una qualche collaborazione con la Regione, è presente.

Convinto sostegno invece alla decisione della giunta regionale che ha chiesto al governo di rimpinguare il fondo che contribuisce a sostenere i lavori dei concessionari dei bacini non completati. L’assenza di fondi sino a ieri ha bloccato eventuali acquisizioni da parte degli operatori delle concessioni nei cantieri sardi diversi da quelli in carico a Italgas. La giunta nei giorni scorsi ha deliberato, su proposta dell’assessore all’industria Anita Pili, di rivedere il livello di contribuzione, sul totale dell’investimento, per i cantieri delle reti di distribuzione oggi fermi o chiusi. I contributi in “pancia” della Regione sono pari a 130 milioni di euro, ma a prezzi del 2004, ben diversi da quelli di oggi. Se allora coprivano un ottavo dei costi totali oggi arrivano a un ventesimo. Impossibile così trovare operatori interessati a rilevare quei cantieri e ad avviare le opere. «Allo stato attuale, dei 38 bacini individuati con la deliberazione del 2004, 11 bacini sono in esercizio, 10 sono in fase avanzata di costruzione e 17 sono finanziati in attesa di avvio dei lavori. A gennaio 2022, dei 377 comuni sardi 117 risultano avere reti in esercizio, 61 hanno lavori in corso che termineranno entro il prossimo anno, per un totale di 178 comuni nei quali risiedono oltre 1 milione di abitanti pari a circa 2/3 dei cittadini sardi. Nei restanti 199 Comuni, nei quali risiedono circa 500 mila abitanti pari al restante terzo dei cittadini, i lavori non sono ancora iniziati. Gli investimenti stimati per la realizzazione delle reti – è scritto nella delibera – arrivano a 800 milioni, circa 450 già spesi o impegnati nei lavori in corso». La Regione chiede al governo di aiutarla a recuperare altri soldi per coprire almeno il 50 per cento dei finanziamenti necessari ai lavori. È l’unica possibilità per completare i lavori nei 38 bacini. Ma veniamo alla prospetti di una collaborazione tra Italgas e Abbanoa: il Governo ha chiesto alle multiutilities e società energetiche di studiare forme di collaborazione con le società di gestione dei sistemi idrici del sud del paese.

Italgas ha avviato un focus su questo punto? Tra le aree interessate vi è anche la Sardegna?

«Premessa metodologica - esordisce Paolo Gallo -. Se fossimo in grado di applicare al settore della distribuzione dell’acqua tutte le tecnologie, i sistemi e le procedure che abbiamo implementato in questi anni sul gas, faremo un salto in termini di efficienza nel giro di poco tempo. Cito solo il dato delle perdite: nelle nostre reti abbiamo un dato pari allo 0,1 per cento, nulla al confronto con le reti elettriche, dove il dato è cento volte superiore, e con le reti idriche dove questo dato va moltiplicato per 400 volte. Ridurre le perdite sarebbe un progresso enorme, non più rinviabile. Noi vogliamo farlo, lo stiamo facendo con buoni risultati nella provincia di Caserta dove gestiamo una piccola rete dell’acqua e siamo disposti a valutare partecipazioni e collaborazioni a vario titolo con chi vuole coinvolgerci e vuole utilizzare le nostre tecnologie. Crediamo a tal punto sulla collaborazione, in tutte le forme, con le aziende di distribuzione dell’acqua, da avere messo nel piano pluriennale 160 milioni di euro per selezionate operazioni di azionarie. Il sistema di controllo della gestione idrica nel nostro paese presenta qualche lacuna e noi siamo pronti a fare la nostra parte. Ci vuole disponibilità dall’altra parte, ma noi siamo pronti».

Nei giorni scorsi la giunta regionale ha deliberato di rivedere la percentuale di finanziamenti pubblici del 2004 destinati ai bacini di distribuzione del metano, fermi anche perchè il costo dei lavori è lievitato così tanto da impedire ai concessionari anche il solo avvio delle opere. Una mossa che può aiutare ulteriori investimenti da parte dei player? «Siamo molto contenti della delibera della Regione - dice ancora Gallo - perchè riconosce che il sistema dei bacini debba essere realizzato nella sua totalità. Nei prossimi mesi completeremo i lavori nei bacini a noi assegnati, poi vedremo. La Regione con questa mossa ha visto lungo, e si pone giustamente l’obiettivo di completare le reti per la transizione energetica. Le nostre reti sarde sono già pronte per il blend di biogas, metano, gas di sintesi e idrogeno, che realizzeremo a Sestu e per il quale abbiamo già una intesa con società di trasporto pubbliche che useranno il nostro idrogeno sui mezzi che percorreranno le strade sarde».

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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