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L’ipotesi Abbanoa-Italgas tra silenzi e tanta prudenza

L’ipotesi Abbanoa-Italgas tra silenzi e tanta prudenza

Fa discutere la prospettiva di un accordo per la gestione della rete idrica sarda. La multiutility nazionale ha un piano da 160 milioni per operazioni azionarie

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SASSARI. Prudenza e circospezione: le parole dedicate alla gestione della rete idrica sarda dall’amministratore delegato di Italgas, Paolo Gallo, a margine della presentazione del Piano strategico dell’azienda, hanno suscitato grande attenzione nell’isola. Una collaborazione tra Italgas e Abbanoa (in frome, tempi e modi al momento tutti da ipotizzare) è una di quelle notizie che fa rumore.

Da Abbanoa il presidente Franco piga sceglie, al momento, la strada del no comment. L’assessore regionale ai Lavori pubblici, Aldo Salaris, da un paio di settimane non ha più competenza su Abbanoa: tutto è passato, dopo il riordino delle partecipate della Regione, nelle mani del presidente Solinas e della direzione generale dell’Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna.

La politica osserva e fa anche lei esercizio di prudenza, con qualche elemento di perplessità. Per Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd in consiglio regionale «si tratta di una partita molto delicata. L’acqua è un bene pubblico e quindi ogni tentativo di privatizzazione va visto con una lente di ingrandimento e con grandissima attenzione».

La posizione del Pd sull’argomento è sempre stata abbastanza netta: «Siamo stati a favore dell’acqua pubblica da tempo, abbiamo fatto tante battaglie. Per questo dico che la partita va valutata con estrema attenzione. Certo, non mancano esempi di società come Italgas che entrano nella gestione delle reti. Dico solo che l’ipotesi va valutata nei termini esatti e nella capacità del pubblico di mantenere l’efficenza del sistema e e i vantaggi per il cittadino. All’interno di questo quadro si possono fare dei ragionamenti».

Anche Emiliano Deiana, presidente dell’Anci ha una posizione improntata alla prudenza: : «Per caso mi hanno appena girato il bilancio di Abbanoa. Io vorrei fare una valutazione anche sulla base di come si muovono i conti. Queste cose dette dall’amministratore di Italgas ovviamente influiscono e vorrei capire meglio lo stato di salute della società. Una cosa posso dire però: queste cose devono essere fatte con grande partecipazione e con la massima discussione tra i soggetti che hanno titolarità di Abbanoa e che sono i Comuni perché la Regione, per legge, non dovrebbe esserci. Sono convinto che la gestione dlel’acqua debba restare in salde mani pubbliche, che poi sono quelle dei Comuni. La mia posizione, quindi, non può che essere quella di sempre. Se poi ci possono essere delle collaborazioni di carattere pubblicistico le si potranno valutare, sempre nel principio della massima partecipazione e trasparenza. La questione dell’acqua è centrale come quello dell’approvvigionamento idrico. Ovviamente con una gestione che va migliorata».

L’Ad di Italgas aveva dichiarato a La Nuova Sardegna: «Se fossimo in grado di applicare al settore della distribuzione dell’acqua tutte le tecnologie, i sistemi e le procedure che abbiamo implementato in questi anni sul gas, faremmo un salto in termini di efficienza nel giro di poco tempo. Noi vogliamo farlo, lo stiamo facendo con buoni risultati nella provincia di Caserta dove gestiamo una piccola rete dell’acqua e siamo disposti a valutare partecipazioni e collaborazioni a vario titolo con chi vuole coinvolgerci e vuole utilizzare le nostre tecnologie. Crediamo a tal punto sulla collaborazione, in tutte le forme, con le aziende di distribuzione dell’acqua, da avere messo nel piano pluriennale 160 milioni di euro per selezionate operazioni di azionarie».

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