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Salvataggio a Baunei: «Assicurazione obbligatoria per gli escursionisti faidate»

Il sindaco Monni: «Una polizza risolverebbe tutto, non possiamo pagare noi»


18 giugno 2022 di Luigi Soriga


BAUNEI. Altri due dispersi, che vagavano a vuoto nel bosco sopra la spiaggia di cala Mariolu. Ma questa volta senza alcun comportamento avventato o la voglia di strafare. Semplicemente i due turisti continentali avevano perso l’orientamento e dopo aver provato più volte a ritrovare il sentiero, si erano rassegnati ad attendere i soccorsi. Li hanno ritrovati dopo qualche ora i volontari del soccorso alpino. E anche questo episodio fa capire quanto sia facile cacciarsi nei guai durante un’escursione fai da te, senza una guida esperta.

Ciò che invece spesso non si considera, è quanto possa costare un salvataggio. Il caso del turista ingordo che si era abbuffato talmente tanto da non riuscire a riprendere la via del ritorno da Cala Goloritzè, è emblematico: un salasso di 10mila euro dalle casse dell’Areus per recuperarlo con l’ausilio dell’elicottero, ed evitargli una risalita indigesta. È giusto che la sanità pubblica si faccia carico dell’imprudenza e della superficialità dei camminatori della domenica? È normale che il contribuente medio versi le proprie tasse per mettere una pezza all’incoscienza dei vacanzieri?

Il sindaco di Baunei, Stefano Monni, ne ha viste talmente tante che è stufo di tanta improvvisazione. «Credo che non sia giusto sobbarcarsi le spese di chi si mette in pericolo per la propria sconsideratezza. Secondo me è giunto il momento di obbligare gli escursionisti a stipulare una polizza assicurativa che li copra in casi di incidenti. La Regione deve emanare una normativa che consenta di eseguire dei controlli ed eventualmente applicare delle sanzioni per chi non si adegua. Probabilmente addebitare in un secondo momento i costi di un salvataggio diventa complicato, perché se interviene un elicottero sono molto onerosi. Però l’assicurazione obbligatoria potrebbe tranquillamente coprirli». Una soluzione del genere sicuramente semplificherebbe molto la vita a un paese come Baunei, dove i camminatori sperduti sono un tormentone estivo. «Gli episodi sono davvero tanti, e le cause per la stragrande maggioranza sono imputabili a superficialità e imprudenza. Un classico sono quelli che si avventurano nei sentieri pietrosi e scoscesi armati di infradito: è ammissibile che poi, quando cadono e si fanno male, pretendano di essere salvati a spese di chi versa le tasse? Oppure ci sono gli altri che, con 40 gradi all’ombra, si portano dietro un litro di acqua per tre persone. E puntualmente finiscono disidratati e non muovono più un passo: certi percorsi così impegnativi necessitano di preparazione e consapevolezza delle proprie capacità. Da poco abbiamo avuto un incontro col prefetto e abbiamo deciso di installare ulteriori cartelli nei punti sensibili. In troppi si avventurano in solitaria e poi perdono l’orientamento. E per ritrovarli dobbiamo mobilitare i barracelli, oppure intervengono i carabinieri di Baunei, o i volontari del soccorso alpino».

E a questo proposito bisogna fare una giusta precisazione: il termine volontario non deve trarre in inganno. L’intervento di una squadra di volontari ha sempre un costo, che può essere anche consistente. «Quando viene mobilitata una squadra di 15 unità – spiega Stefano Monni, responsabile delle sale operative della Protezione Civile – parliamo di quindici persone che comunque si assentano per un giorno dal proprio posto di lavoro, e che hanno diritto a un rimborso spese. I volontari, è bene che si sappia, non sono mai completamente gratuiti. Quindi chi mette a repentaglio la propria vita per imprudenza, dovrebbe avere l’obbligo di partecipare alle spese dei soccorsi, se non coprirle per intero. O si costringe gli escursionisti a stipulare un’assicurazione in caso di incidenti, oppure devono essere consapevoli che, in base al tipo di intervento necessario per salvarli, le spese gli saranno addebitate. Sono convinto che in questo modo anche certi comportamenti superficiali verrebbero evitati. E non parlo solo degli escursionisti fai da te: un’altra categoria di improvvisati è quella dei cercatori di funghi, che troppo spesso ci costringe a dispendiose ricerche che durano ore, se non un giorno intero».
 

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