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Visionario e spregiudicato ma alla fine il cerino resta in mano al “dominus”

Visionario e spregiudicato ma alla fine il cerino resta  in mano al “dominus”

Una girandola di società dietro gli affari ritenuti sospetti di Gavino Docche

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Olbia Alla domanda dell’interlocutore «Il campo da golf dove si trova?», giunge al telefono la risposta di Docche: «Si trova a tre chilometri da qua, sul mare, esattamente a Pittulongu, sempre vicino al residence ed è in carico alla Real international srl, un’altra società nata appositamente solo per fare quella operazione e che potrebbe essere controllata dalla Capital srl».

Ingegnere visionario e imprenditore spregiudicato, Gavino Docche per la Procura di Tempio non faceva in tempo a sprofondare nei debiti del suo Geovillage che già pensava di imbarcarsi in nuovi investimenti immobiliari attraverso una girandola di società. Un campo da golf, ad esempio, come risulta dall’ordinanza di custodia cautelare e dagli stralci di conversazioni allegati. È sempre lui che parla: «Il campo da golf è diviso in due parti, c’è una prima parte di una struttura alberghiera, diciamo extralberghiera, mi pare un investimento sui 20 milioni. Stiamo parlando di centomila...sessantamila metri cubi... 25 o 30 milioni l’investimento al netto del terreno e della progettazione. Il primo lotto eh....Primo lotto. Sono circa trentamila metri quadrati di commerciale...che sono mille...».

Campi da golf e chissà cos’altro. Insomma, la galassia Docche poteva allargarsi ancora, ma la Procura di Tempio ormai da anni aveva buttato l’occhio sulla creatura dell’ingegnere. L’inchiesta della Procura di Tempio, guidata da Gregorio Capasso è una e una sola. Si parte nel 2020 e si procede per bancarotta fraudolenta, ma i magistrati che si occupano del fascicolo (lo stesso Capasso e il sostituto Luciano Tarditi, esperto in indagini di questo tipo) non sembrano essere esattamente in sintonia. In un primo tempo passa la “linea Tarditi” e la Procura opta per la pista della turbativa d’asta che sarà però letteralmente demolita dal tribunale del riesame e dalla Cassazione, grazie anche al buon lavoro svolto dagli avvocati difensori. Si passa allora alla linea dura, la “linea Capasso” e la Procura alza il tiro: si procede per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e mancato versamento di ritenute d’acconto, così dagli arresti domiciliari si passa al carcere. Solo Gavino Docche, però, perché di misure cautelari per gli altri quattro indagati il gip del tribunale di Tempio non ha voluto sapere. In questo nuovo scenario escono fuori dai radar della Procura il Consorzio industriale Cipnes (proprietario dei lotti di terreno dove è costruito il Geovillage e sempre interessato al rilancio del complesso turistico sportivo), curatori fallimentari e professionisti che invece erano rimasti coinvolti nell’indagine per turbativa d’asta. Alla fine, resta con il cerino in mano Gavino Docche, il “dominus” come lo chiama il procuratore Capasso. (m.b.)

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