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Tribunale

Non ci fu usura: assolti 8 funzionari del Banco di Sardegna

Non ci fu usura: assolti 8 funzionari del Banco di Sardegna

Regolari i tassi applicati a un’impresa

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Cagliari Nessun tasso fuorilegge, tra il 2006 e il 2012 non c’è stata usura nel conto del Banco di Sardegna intestato alla società agricola Fratelli Medda, con sede a Decimoputzu: era stato già il pm Nicola Giua Marassi a chiedere l’assoluzione per gli otto funzionari imputati di usura bancaria, ieri mattina è arrivata la sentenza del tribunale che chiude la vicenda giudiziaria. Già il pm titolare dell’inchiesta Diana Lecca aveva chiesto per due volte l’archiviazione del fascicolo - il 12 ottobre 2016 e il 26 settembre 2018 - ma il gip Lucia Perra aveva deciso di accogliere l’opposizione dell’avvocato Carlo Monaldi, che patrocina le parti offese, disponendo il giudizio. L’esito del dibattimento ha però confermato le valutazioni della prima ora e quelle dei difensori Pier Giovanni e Piero Arru: il fatto non sussiste.

Davanti ai giudici della prima sezione erano l’ex direttore della filiale del Banco di Villasor Carlo Spissu (65 anni) originario di Giave e residente a Cagliari, il direttore generale del comitato attivo e passivo all’epoca dei fatti Natalino Oggiano (78) di Sassari, il vicedirettore del comitato Lucio Panti (70) di Alghero, il responsabile direzione area clienti Daniele Corpino (73) di Cagliari, il responsabile della direzione amministrativa Antonello Masia (68) di Sassari, il responsabile della direzione commerciale Alfio Alfredo Luigi Coco (75) di Macomer, il responsabile del servizio finanza Stefano Porqueddu (63) di Thiesi e residente a Sassari, il responsabile del servizio studi pianificazione Domenico Tanzanu (64) di Bitti e residente a Sassari, tutti difesi dagli avvocati Arru tranne Corpino che era patrocinato dall’avvocata Carla Corpino e Porqueddu difeso dall’avvocata Gabriella Serra.

La vicenda è comune ad altre finite in tribunale: impegnata nel settore dell’allevamento, nel 2006 la società agricola Fratelli Medda chiese e ottenne dal Banco l’apertura di un mutuo per miglioramento agrario per 700 mila euro con la convenzione Agrifidi e un altro mutuo per acquisto di terre pari a 296 mila euro e alcune linee di credito legate a un conto corrente. Il perito Vittorio Palomba, incaricato dagli imprenditori, stabilì che i tassi risultavano fuori soglia. Il Banco si è sempre difeso sostenendo di aver rispettato le norme. (m.l)

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