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Verso la quarta dose per gli over 60. E gli hub vaccinali potrebbero riaprire

Verso la quarta dose per gli over 60. E gli hub vaccinali potrebbero riaprire

Si attende il via libera da parte dell’Ema dell’Aifa e del ministero. In autunno arriveranno i farmaci aggiornati

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SASSARI. Le Regioni potrebbero riaprire gli hub vaccinali per facilitare la somministrazione della quarta dose di vaccino anticovid. Oggi con l’Ema, l’agenzia europea per i medicinali, dovrebbe dare il via libera per gli over 60. Immediatamente dopo dovrebbe arrivare anche quello dell’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, e quella del ministro della Salute, Roberto Speranza.

]Le Regioni. In autunno le richieste di vaccinazioni, secondo le stime delle regioni, dovrebbero aumentare ancora con l'arrivo dei vaccini aggiornati e si valuta di riaprire le strutture chiuse nei mesi scorsi o di rafforzare l’operatività dei centri che non si sono mai fermati. In questa direzione hanno già dichiarato di essere disposti a muoversi, alla luce dell’andamento delle richieste, la Campania, la Calabria, la Basilicata, il Piemonte, il Friuli e anche il Lazio. Non la Sardegna, per ora. Ogni regione con una ricetta differente a seconda dell'organizzazione locale. Il Lazio, ad esempio, ha fatto sapere di essere pronto a riaprire gli hub dopo ottobre nel caso di una nuova campagna di massa con i vaccini aggiornati.

L’organizzazione. Per quanto riguarda la quarta dose per over 60 e over 80 il sistema farà riferimento ai medici di base, alle farmacie e ai centri vaccinali in alcuni ospedali: per ora infatti si viaggia sui 1500-2000 vaccini al giorno, una cifra di gran lunga inferiore alla punta massima di 70mila iniezioni al giorno quando i grandi hub come la Nuvola e Auditorium assorbivano buona parte della campagna.

Il bollettino. Intanto quella di ieri nell’isola è stata una giornata relativamente tranquilla, senza decessi e con 1.825 nuovi casi confermati di positività al Covid (di cui 1.729 diagnosticati da antigenico). Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 7.371 tamponi (quasi 1.800 in meno rispetto all'ultima rilevazione) con un tasso di positività che passa dal 22 al 24%. Dall'inizio della pandemia i casi in Sardegna sono stati quasi 375mila e i decessi oltre 2.500, come un piccolo paese scomparso in due anni. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva salgono a 13 ( +1 ), mentre quelli in area medica a 160 (+1). In crescita (+1.550) i casi di isolamento domiciliare che arrivano a 36.515.

Il dato nazionale. In Italia salgono l'incidenza e il tasso di ospedalizzazione a causa del Covid in tutte le fasce d'età. Secondo il report esteso settimanale dell'Iss sono in crescita anche le reinfezioni. Nella fascia 30-39 anni si registra il più alto tasso di incidenza a 14 giorni, pari a 1.843 per 100.000, mentre nella fascia di età 0-9 anni si registra il valore più basso, 1.012 casi per 100.000 abitanti. L'età mediana alla diagnosi dei soggetti segnalati nelle ultime settimane è stabile e pari a 48 anni. Il dato nazionale dell’incidenza è di 1.071 dal primo al 7 luglio rispetto a 763 del periodo 24-30 giugno.

Quanto è contagioso. «L'indice di trasmissibilità è 1,40, molto sopra la soglia epidemica. Questo indica un'epidemia in fase acuta, con un forte aumento dei casi. Anche il cosiddetto Rt augmented, anche se in leggero calo, rimane sempre molto sopra l'1, e quindi segnala comunque una fase espansiva». A spiegarlo è Patrizio Pezzotti, direttore del reparto di epidemiologia dell'Iss. «L’indice Rt viene calcolato sui casi sintomatici di 2 settimane fa, (dati consolidati), mentre l'Rt augmented, che si riferisce invece ai dati della settimana scorsa, si basa su dati che possono essere ancora non consolidati per ritardi di notifica». Ieri su scala nazionale sono stati registrati 79.920 nuovi contagi, secondo i dati del Ministero della Salute. Il giorno prima i contagiati erano stati 98.044. Le vittime sono invece 44 in calo rispetto alle 93 sabato. Sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 303.848 tamponi con il tasso di positività che si attesta al 26,3%, in aumento rispetto al 25,1% del giorno prima. Sono 350 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 6 in più. Gli ingressi giornalieri sono 34. I ricoverati nei reparti ordinari sono 9.044, 180 in più. Gli italiani positivi al Coronavirus sono attualmente 1.300.072, in continua crescita negli ultimi giorni (+37.207). In totale sono 19.439.501 i contagiati dall'inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 169.106. I dimessi e i guariti sono 17.970.323.

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