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Peste suina, il 15 dicembre 2022 fine dell’embargo europeo sulla carne di maiale sarda

Peste suina, il 15 dicembre 2022 fine dell’embargo europeo sulla carne di maiale sarda

In quel giorno a Bruxelles si voterà per togliere il divieto di esportazione introdotto nel 2011. Solinas: “Un risultato storico”

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CAGLIARI. È cominciato il countdown per la fine dell’embargo delle carni suine. Fra 148 giorni (il 15 dicembre), come annunciato dal presidente della Regione Christian Solinas e dal sottosegretario del Ministero della Salute, Andrea Costa, Bruxelles dovrebbe votare per porre fine alle restrizioni che dal novembre del 2011 impediscono l’esportazione oltre i confini sardi di carni suine (fresche ed a lunga stagionatura) ed ovviamente degli animali vivi. Un embargo che a quel punto sarà durato 4.071 giorni, 11 lunghi anni che ha ridotto ai minimi termini una intera filiera, costata tanti sacrifici agli allevatori, in termini economici e non solo.

Un "risultato storico" lo ha definito il presidente della Giunta regionale. "E frutto di un indispensabile lavoro di squadra su cui abbiamo sempre puntato - ha aggiunto Solinas -. In questo contesto l'attività dell'Istituto zooprofilattico riveste e ha rivestito un ruolo fondamentale, come testimonia l'esperienza dell'Unità di progetto per l'eradicazione della Peste suina africana".

“Grazie ad un lavoro duro e di squadra, la Sardegna oggi, in un momento in cui la peste suina si sta diffondendo in diverse regioni della Penisola – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, rappresenta un modello. In oltre 40 anni di peste suina non ha mai esportato il virus, e negli ultimi anni, a cavallo delle ultime due legislature, ha portato avanti un lavoro serio e un metodo che ha portato alla sconfitta, o comunque, al controllo della peste suina”.

La fine dell’embargo libererebbe finalmente la suinicoltura che avrebbe davanti a se tante opportunità. “Un plauso va sicuramente ai tanti allevatori che seppur in condizioni difficili hanno creduto sempre in questo settore – dice il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba - e, anche nei momenti più difficili, hanno rappresentato un modello, con allevamenti modello in biosicurezza ai quali troppo spesso si è dato poco peso e la giusta riconoscenza”. “Il loro esempio e la loro esperienza sono un punto fermo – continua Battista Cualbu - e la speranza è che il settore si possa finalmente risollevare e ci possa finalmente rappresentare anche oltre i confini sardi”.

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