Libertà di ballo per le premier
Balli ripresi dai video che, ormai, hanno fatto il giro del mondo.
Partiamo dai dati di fatto.
Punto uno: Sanna Marin ha trentasei anni, è in politica da quando ne aveva ventuno ed è stata, al momento della sua elezione, tre anni fa, la più giovane leader del pianeta.
Stupì quasi subito il fatto che condividesse molto della sua vita privata sui social. Rispose: «Rappresento il governo della Finlandia ma resto pur sempre una persona e lo sarò anche in futuro». La Marin è una donna moderna e libera, figlia di un tempo che si evolve.
Punto due: il virtuale, oggi, è il confine che separa privato e pubblico e sta alla sensibilità di ognuno di noi decidere i modi, i tempi e i contenuti da poter mostrare.
Punto tre, fondamentale: la premier Marin è di sinistra, vicepresidente del partito socialdemocratico finlandese.
Lo scenario era perfetto, bastava solo la miccia: una giovane e bella premier progressista e indipendente balla in una festa privata e i video (che non ha pubblicato lei) innescano una serie ininterrotta di critiche, la stragrande maggioranza delle quali a stampo conservativo.
C’è chi la richiama al ruolo, ma aveva già risposto tre anni fa, e la sua linea era molto chiara, a prescindere dalle posizioni e dalle circostanze.
Chi fa paragoni con Berlusconi e De Michelis, ma dimentica che il paragone non può reggere perché sono diversi i tempi, i mezzi, le modalità, le occasioni, l’età e il sesso.
E chi prova a pensare a cosa sarebbe successo se al posto della Marin ci fosse stata la Meloni: la stessa identica cosa, solo che le critiche sarebbero state quasi tutte dei progressisti: perché, in ogni caso, si parla di politica.
Ma proviamo a non farlo, per una volta. Proviamo ad analizzare senza posizioni. Questa è una giovane donna figlia del suo tempo, che ricopre un incarico pubblico e balla in una festa privata che sarebbe dovuta rimanere tale.
E sono migliaia i video che le donne finlandesi stanno postando sui social a supporto della premier. L’hashtag dice “Dance with Sanna”. Credo parli da sé.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
