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Economia

Sopravvivenza a rischio per 19mila imprese sarde

Roberto Petretto
Sopravvivenza a rischio per 19mila imprese sarde

Un’analisi di Confesercenti sui dati di Unioncamere e Agenzia Entrate Interessati quasi 46mila addetti di commercio, turismo e artigianato

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Sassari Non c’è pace per famiglie e imprese: dopo gli anni del Covid, dopo il caro benzina, ecco il caro energia che sta facendo impallidire tutti gli altri problemi vissuti negli ultimi anni. Sarebbero quasi 19mila le imprese sarde a rischio chisura per l’aumento dei costi della bolletta. «In autunno si rischia il collasso di tantissime imprese anche in Sardegna»: questo l’allarme di Confesercenti, basato su una stima che elabora dati di Innova, Unioncamere e Agenzia Entrate. «Il caro energia sta per creare un tracollo senza precedenti: a rischio 12mila imprese dei settori commercio e turismo, 6.500 del settore artigianato, per un totale di circa 46mila addetti/ posti di lavoro».

In questi giorni La Nuova Sardegna ha dato ampio spazio alle segnalazioni di famiglie e responsabili di aziende che operano nei diversi settori. Ne è venuto fuori un doloroso coro di lamenti, provocato da bollette raddoppiate e, in qualche caso triplicate. Costi che potrebbero costringere molte attività a chiudere i battenti. «Se nel 2020 e 2021 un bar spendeva in media 6.700 euro per le bollette di luce e gas, nei prossimi dodici mesi, se gli aumenti attuali resteranno costanti, lo stesso bar arriverà a spendere 14.740 euro. Un aumento del 120% e un'incidenza sui ricavi aziendali che passa dal 4,9% al 10,7% - si legge nel report di Confesercenti -. Allo stesso tempo una struttura ricettiva media vedrà lievitare la spesa per la bolletta energetica da 45.000 euro a 108.000 euro (+140% con un'incidenza del 25% sui ricavi). Non si salvano neanche i negozi di vicinato che passeranno da 1.900 euro a 3.420 euro (+80%), e i ristoranti da 13.500 euro a 29.700 euro (+120%)».

Il problema è comune in tuttta Italia, ma la Sardegna ha una particolarità: paga come tutti gli altri quell’incremento del costo del gas che qui (almeno per la produzione di energia) non c’è mai stato. Quindi in passato la Sardegna ha pagato il prezzo dell’assenza del gas, con bollette più care rispetto al resto del paese e ora invece paga il rincaro del gas pur non avendolo. E non si tratta di rincari bdiportata marginale, ma di “botte” che rischiano di mettere in crisi i bilanci familiari e la tenuta delle imprese.

«Il caro bollette - spiega Roberto Bolognese, presidente Confesercenti Sardegna - ormai sta diventando incontrollabile ed è necessario attivare interventi di sostegno più incisivi e drastici. Gli attuali interventi di sostegno fin qui adottati dal governo, scadranno fra settembre ed ottobre, dopo ci sarà il baratro».

Quali le soluzioni possibili per fare fronte a un’emergenza di questa portata? «È necessario prima di tutto estendere anche alle piccole imprese il credito d'imposta per l'energia elettrica e aumentarne la percentuale, ma soprattutto intervenire alla fonte per calmierare i prezzi dell'energia, mettere un limite. Corriamo davvero il rischio di un collasso per la nostra economia».

Ancora sono fresche le ferite lasciate sul tessuto produttivo dalla pandemia ed ecco che si deve fronteggiare un nuovo problema, forse anche più grave del precedente. «La situazione è estremamente seria - continua Gian Battista Piana, direttore dell'associazione - la preoccupazione cresce di giorno in giorno. Se come si vocifera ci dovessimo trovare costretti ad affrontare un inverno all'insegna dell'austerità con possibili coprifuoco per risparmiare energia, chiusura anticipata di negozi, bar, ristoranti e taglio dell'illuminazione pubblica sarà un autentico disastro, un colpo mortale per le imprese dei settori da noi rappresentati che già "in pandemia" hanno pagato un conto troppo salato».
 

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