La Nuova Sardegna

La stangata

Maxi bolletta a Ilbono: alla lavanderia industriale una stangata da 50mila euro

Lamberto Cugudda
Pina Ibba, responsabile di Gimar
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Pina Ibba, responsabile di Gimar

Spesa aumentata del 435% rispetto allo scorso anno

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Ilbono Anche alla Gimar di Ilbono non ce la fanno più. Pina Ibba, amministratrice dell’azienda, lavanderia industriale e noleggio biancheria, mostra l’ultima bolletta arrivata per il consumo energetico relativa allo scorso mese di luglio per i tre allacci, il cui pagamento scadrà fra pochissimi giorni, lunedì 5.

«La cifra che dobbiamo pagare è di “soli” 49.508 euro – dice Pina Ibba mettendo in bella mostra varie bollette – mentre quella relativa al mese di luglio dello scorso anno è stata di 11.563 euro: questo significa che abbiamo avuto un rincaro pari al 435 per cento. A giugno abbiamo pagato 27mila euro, rispetto ai circa 9mila dello stesso mese del 2021: in questo caso il rincaro è stato “solo” del 300 per cento. Qualcuno mi spieghi come si può andare avanti in questa maniera. Ho terrore di pensare a quanto potrà ammontare la prossima bolletta, quella relativa ad agosto. Anche perché non vi è soltanto il caro energia, ma è aumentata ogni cosa, dal gasolio per i nostri mezzi a tutto il resto».

La Gimar srl, che ha la sede nella zona industriale a Ilbono, ha 78 dipendenti in loco, oltre a quattro autisti nella zona di Siniscola e uno per la zona di Porto Torres e Alghero. Tutte maestranze che l’azienda intende continuare a tutelare al meglio, così come ha sempre fatto negli anni. Ma ora, con il caro energia e tutti gli altri aumenti, per andare avanti senza problemi dall’attuale noleggio di un lenzuolo a circa 80 centesimi, dovrebbe passare a 10 euro.

«Al contrario del comune pensare – sottolinea l’amministratrice della Gimar srl – la lavanderia industriale è un’azienda fortemente energivora e quindi interessata da questi aumenti indiscriminati, a mio avviso dettati da una schifosa speculazione. Ora è il caso dell’energia elettrica, per cui dobbiamo pagare oltre il 400 per cento (esattamente il 435 per cento) rispetto al luglio dello scorso anno. Ma nella nostra azienda abbiamo necessità di vapore. E di conseguenza di una centrale termica che viaggia a un consumo di 2700 chilogrammi di olio combustibile al giorno». Una situazione gravissima ma dalla Gimar srl sperano in risposte reali, dal governo nazionale, nell’arco di pochissimi giorni.

«Faccio solo un altro piccolo ma chiaro esempio – fa rilevare ancora Pina Ibba –. Il combustibile per la nostra centrale termica è passato da 0,70 centesimi a 1,25 euro al chilo. Se poi parliamo del gasolio per i camion sappiamo tutti che prezzo ha raggiunto. Credo che sia diventata una situazione insostenibile: il governo deve prendere assolutamente e subito delle soluzioni adeguate, perché così stante le cose l'alternativa è la chiusura delle aziende».

Anche il sindaco Giampietro Murru , che nei mesi scorsi ha dovuto “tagliare” sul numero di lampioni accesi la notte, è preoccupato «per il futuro di questa importante e sana azienda ilbonese».


 

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