A Nule i bimbi restano a casa: i genitori bocciano la pluriclasse
Dirigente scolastico e sindaco cercano risorse per un nuovo docente
Nule Il suono della campanella ieri a Nule è passato in secondo piano davanti allo sciopero deciso dai genitori dei bambini della seconda e terza elementare. Papà e mamme si rifiutano di far frequentare ai loro figli la scuola pluriclasse così come istituita e sollevano un problema che è emblematico di quello che potrà accadere nei prossimi giorni un po’ in tutta l’isola. Soprattutto nelle zone dove il calo demografico è più sensibile. «Non tolleriamo una pluriclasse seconda-terza elementare – sostengono i genitori – perché tra i bambini c’è un divario didattico più marcato rispetto a una pluriclasse prima-seconda. Soluzione che sembrava fattibile a tutti e invece non si è realizzata».
La vicenda è iniziata nei giorni scorsi quando, a Nule, si è tenuta una riunione per discutere della creazione di una pluriclasse riguardante le classi prima, seconda e terza elementare. Sono solo sette i bambini della prima, otto quelli della seconda e infine dieci quelli iscritti alla terza. «Inizialmente ci è stato comunicato dal dirigente e vicepreside che avrebbero creato la pluriclasse 1° e 2° elementare ma così non è accaduto. – spiegano i genitori –. Ci chiediamo come sia possibile scegliere di costituire una classe, la prima elementare, con soli sette alunni e tre docenti (due di ruolo e uno di sostegno) a discapito di una classe di diciotto alunni con soli due docenti. Ci chiediamo anche perché non sia stato chiesto il parere del corpo docente che sin dall’anno scorso ha manifestato enormi difficoltà nel gestire una pluriclasse».
«La pluriclasse con un numero inferiore di alunni sarebbe – continuano – è più semplice da gestire sia per compatibilità del programma scolastico sia per numero di insegnanti per classe. I programmi scolastici di prima e seconda elementare sono infatti più compatibili tra loro».
Dal canto suo il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Bono Antonio Alba spiega che la classe seconda-terza è semplicemente il continuum dello scorso anno: «La pluriclasse è composta dai bambini che lo scorso anno hanno frequentato prima e seconda elementare. Per i momenti di apprendimento venivano divisi in gruppi, mentre per i momenti ricreativi, di attività motorie o per i laboratori, venivano nuovamente riuniti. Tra i bambini si creato un bel gruppo e una situazione più che positiva. Se si dovessero trovare nuove risorse per affiancare un terzo insegnante alla pluriclasse – ha concluso Alba –, saremo ben lieti di potenziare l’insegnamento».
A tal proposito il sindaco di Nule Giuseppe Mellino ha già dato la sua disponibilità per risolvere i malumori: «Cercheremo anche noi le risorse per trovare un terzo insegnante affinché tutti i bambini siano seguiti nel modo più assiduo possibile».
Il caso Nule non sembra destinato a restare isolato. Il problema delle pluriclasse è una realtà in moltissimi paesi ed è l’unico modo per tenere aperte scuole che altrimenti rischierebbero accorpamenti in realtà più grandi. Soprattutto nelle zone interne dell’isola sono sempre di più le classi con pochissimi bambini. E il fenomeno cresce di anno di anno a conferma di un trend che sembra inarrestabile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
