La sentenza Tar sul Decreto energia: «Solinas ha sbagliato tutte le scelte»
Pd e Cgil contestano l’impostazione della giunta sul dossier bocciato a Roma
Cagliari La bocciatura da parte del Tar del ricorso contro il decreto Draghi sul sistema energetico sardo era attesa dai palazzi della politica, romani e locali. Così come era attesa la comunicazione della decisione del collegio della terza sezione del tribunale amministrativo regionale a dopo le elezioni. Quello che non era atteso, e ha sorpreso gli addetti ai lavori, erano le pesantissime motivazioni alla base della bocciatura. Una sconfessione netta, senza equivoci, e per certi versi anche didascalica su tutte, nessuna esclusa, le posizioni della Regione sul decreto.
Facile incrociare sul tema i commenti degli avversari di Solinas, e dei sindacati.
Il consigliere regionale del Pd Piero Comandini contesta quello che definisce «l'ennesimo fallimento», del presidente Solinas. «Il Decreto Draghi non solo non doveva essere bloccato – continua Comandini – ma anzi doveva essere visto come un punto di partenza, un risultato perfettibile con l’apertura di un tavolo tecnico scientifico, e la Regione avrebbe dovuto essere, assieme a tutte le parti interessate, protagonista e invece il Presidente Solinas ha guardato assente ed in silenzio la chiusura delle centrali sarde senza neanche riflettere su una possibile riconversione e senza avere un’alternativa».
Altrettanto decisa la posizione della Cgil secondo la quale «nella sentenza del Tar sono smontate, una per una, le considerazioni fatte dalla Regione – ha detto il segretario regionale Filctem Cgil Francesco Garau – con argomentazioni precise e puntuali che, purtroppo, mettono in evidenza l'inadeguatezza nella gestione da parte della Giunta». La Filctem Cgil ricorda che in Sardegna come altrove "una delle possibilità per ridurre le tariffe è il mix energetico che si ottiene attraverso l'utilizzo del gas, delle rinnovabili, dei pompaggi idroelettrici fino ad arrivare all'idrogeno, con una serie di produzioni che possono compensarsi l'una con l'altra anche dal punto di vista dei costi». Chi invece vede nella sentenza l’occasione per abbandonare la produzione di energia da gnl è Legambiente, contraria all’ipotesi di una nave rigassificatrice a Portovesme.(g.cen.)
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