Emergenza sanità, Nieddu: «Fatto il possibile»; I sindacati: «Non basta ancora»
Incontro tra l’assessore regionale e Cgil, Cisl e Uil sui gravi problemi aperti
Cagliari Questione di prospettiva: dai comunicati separati di assessore alla Sanita e sindacati, dopo l’incontro di ieri mattina, arrivano letture differenti. L'assessore Nieddu ha detto di essersi confrontato con i sindacati «numeri alla mano». Assunzioni: «In tre anni abbiamo bandito 140 concorsi, oltre la metà già espletati a cui si aggiungono centinaia di selezioni e stabilizzazioni». Specialisti: «Sempre più spesso accade che i concorsi vengano utilizzati come strumento alternativo alla mobilità da medici già strutturati».
«Con i sindacati è stato affrontato anche il nodo legato alla necessità di una maggiore razionalizzazione delle risorse umane. A oggi - spiega l'assessore - i margini di manovra su questo fronte trovano grossi limiti sul piano della normativa nazionale. Una maggiore flessibilità ci consentirebbe sicuramente di intervenire in modo più incisivo, in particolare, sulle sofferenze degli ospedali periferici. Abbiamo posto la questione a Roma, senza ricevere una risposta».
La nota dei sindacati parla di un confronto “vivace”, con l’assessore che «ha riconosciuto gli enormi problemi che interessano i servizi ai cittadini». I sindacati hanno ribadito che «i problemi di disorganizzazione e di carenza di personale devono essere superati in ogni modo possibile procedendo al reclutamento straordinario e alla stabilizzazione dei precari». È stato rilevato «il ritardo nella emanazione degli atti aziendali, a cui solo nei giorni scorsi la giunta ha dato il via, il malessere organizzativo in tutti i presidi ospedalieri del territorio regionale». Secondo Cgil, Cisl e Uil «il servizio pubblico in Sardegna non è più considerato “appetibile” per i professionisti, medici e infermieri che preferiscono la libera professione o la dipendenza da privati anche a causa del malessere organizzativo».
Le richieste: apertura di un tavolo regionale che normi la mobilità interaziendale, un accordo per l’apertura delle trattative aziendali anche sull’organizzazione del lavoro, l’internalizzazione dei servizi Adi, il bando per le ore mancanti di specialistica ambulatoriale, un impegno dell’assessorato al tavolo Stato-Regioni per superare i limiti al tetto di spesa sul personale.
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