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La pagella 2022 dell’Agenzia Fitch: «La Sardegna sta meglio dell’Italia»

La pagella 2022 dell’Agenzia Fitch: «La Sardegna sta meglio dell’Italia»

Solinas: «Siamo molto soddisfatti del risultato Continuiamo a essere affidabili sotto l’aspetto finanziario»

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Cagliari La finanza aggressiva, ultraglobalizzata, ormai comanda – anzi domina – da una parte all’altra del pianeta. Fa e disfa. È fin troppo invadente. Schiaccia, soffoca, soprattutto il sociale, ma continua a essere inarrestabile nell’imporre le sue pagelle, a far salire e scendere la credibilità di Nazioni e Regioni.

La promozione Come ogni anno, l’agenzia anglo-americana Fitch ha analizzato i conti della Regione, con questo risultato: la Sardegna vale ancora un «BBB+», è il voto finale, confermando di essere in piena zona sicurezza per quanto riguarda l’affidabilità. Attenzione, però, nel 2022 è proprio quel segno più a far la differenza, perché – ha sottolineato il governatore Christian Solinas, molto soddisfatto – «sul lungo periodo, abbiamo ottenuto una valutazione migliore dell’Italia, che è rimasta invece ferma alle sole tre B consecutive, e anche sul breve c’è stato riconosciuto il punteggio massimo». Non è roba da poco: «Per la prima volta – ha proseguito – una Regione ha superato in classifica lo Stato cui appartiene». Certo, non significa che «viviamo nella Regione delle meraviglie, ma neanche che tutto va rotoli» – è stato un altro passaggio del governatore – ma di sicuro, nonostante una crisi socio-economica sempre più tambureggiante, «abbiamo i bilanci a posto, sappiamo spendere bene i fondi europei e siamo credibili sotto l’aspetto finanziario». Sempre secondo Solinas, «sono proprio questi i fondamentali migliori per affrontare le emergenze, risolvere i problemi e attrarre gli investitori». Il futuro, almeno stando a questa percezione, dovrebbe essere meno peggio del previsto.

La barriera L’agenzia Fitch ha riconosciuto alla Sardegna anche l’importanza dello status di essere una Regione autonoma. «La mette al sicuro – si legge nel rapporto – dai rischi di interferenze sulle sue finanze da parte del Governo nazionale in caso ci fossero stress macroeconomici». In sostanza, stando almeno all’agenzia di rating, i sardi dovrebbero essere abbastanza padroni del loro futuro, anche se purtroppo nella realtà la storia è troppo spesso molto diversa. Comunque altre due primati sono state riconosciuti da Fitch alla Sardegna. Il primo: rispetto all’Italia ha speso il 69 per cento dei Fondi europei 2014-2020 per lo sviluppo, la media nazionale s’è fermata nove punti più sotto. Il secondo: la Sardegna è fra le regioni più puntuali nel pagare le fatture ai fornitori e lo fa addirittura con 18 giorni d’anticipo rispetto alla scadenza naturale del debito.

L’obiettivo «Nel 2022, seppure reduci dalla pandemia e alle prese con l’imprevedibilità di questi mesi – ha rimarcato l’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino – siamo riusciti in tre anni ad azzerare il debito ereditato di 888 milioni, compresi i conti in rosso della sanità. Senza però rinunciare, anzi abbiamo fatto l’esatto contrario, a sostenere le famiglie e il tessuto economico e a continuare a investire». Poi, come confermato dalla direttrice generale dell’assessorato, Marcella Marchioni, «abbiamo chiuso a nostro favore la Vertenza entrate, riducendo di 380 milioni il contributo della Sardegna al risanamento della finanza pubblica, con di conseguenza quasi mezzo milione in più da spendere» e «ottenuto, in base allo stesso accordo, un finanziamento straordinario di 1,4 miliardi spalmato in tredici anni». (ua)

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