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Zes, l’isola fa squadra per il futuro: fiscalità e Pnrr le armi per le imprese

di Giovanni Bua
Zes, l’isola fa squadra per il futuro: fiscalità e Pnrr le armi per le imprese

Un incontro operativo organizzato dal Consorzio industriale di Sassari

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Sassari Un regalo da tenere caro, ma anche un cantiere aperto in cui lavorare tutti insieme, per fare in modo che l’enorme possibilità non si trasformi nell’ennesima promessa non mantenuta.

È un incontro “operativo” quello dedicato alle Zes, andato in scena ieri mattina, organizzato dal Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, la Camera di Commercio del Nord Sardegna e l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Sassari. Non una parata, o un’acritica chiamata alle armi per lo stremato tessuto imprenditoriale del nord ovest, ma un’analisi attenta di un’occasione da non perdere, per fare atterrare la quale però servono attenzione, correttivi, chiarezza, e soprattutto reale semplificazione.

Il confronto Un confronto profondo e partecipato, con la stessa platea trasversale che già è stata capace di fare gruppo per chiedere di “contare” nella gestione dei fondi del Pnrr, e che ora si prepara a portare all’attenzione del nuovo governo a Roma le criticità da risolvere per fare davvero funzionare al meglio il nuovo strumento di sviluppo territoriale. Strumento, sia chiaro, potenzialmente esplosivo per un’economia sull’orlo del tracollo, atteso anche troppo a lungo e assolutamente da diffondere e divulgare.

Il commissario Come ben spiega Aldo Cadau, commissario straordinario Zes Sardegna in carica dai primi di luglio: «Le criticità ci sono – sottolinea – ma non è il momento di fermarsi a quelle. Concentriamoci su quello che è stato fatto fino ad ora. Fino a qualche settimana fa non avevamo la sede, ora abbiamo firmato il contratto. E abbiamo assunto 10 figure tecniche selezionate dalla coesione che dalla prossima settimana saranno operative. Poi la mappatura dei territori: stiamo lavorando con i consorzi industriali per conoscere i nominativi di tutte le imprese insediate nell’area Zes, banalmente per poterle contattare e spiegargli quali sono i vantaggi a cui possono accedere giovandosi dei benefici indotti dalla politica di sviluppo come credito d'imposta, sportello unico digitale, semplificazione del sistema di governance. Zes poi si mette al centro di un sistema per far dialogare i consorzi industriali, più incontri e due mesi di lavoro sono stati sufficienti perché i consorzi industriali mettessero sul tavolo 87 milioni di progetti solo per il ciclo dell’acqua. Il nostro obiettivo è di non dimenticare i difetti, aprire un’interlocuzione con il ministero, ad esempio per allungare il credito di imposta da annuale ad almeno triennale, ma soprattutto di continuare il cammino per mettere a sistema uno strumento sicuramente perfettibile ma che già oggi ci permette di fare davvero tantissimo».

Gli amministratori Esortazione condivisa da tutti, a iniziare dai sindaci di Sassari, Alghero e Porto Torres, Nanni Campus, Mario Conoci e Massimo Mulas che hanno aperto l’incontro, chiedendo con forza che la Zes si trasformi da opportunità a realtà.

Poi l’amministratore unico della Provincia Pietrino Fois, anche lui entusiasta per lo strumento ma pronto a dare battaglia: «Perché il territorio colga in pieno la possibilità, e perché si trovi il modo di permetterci di fare qualcosa di più e di meglio degli altri».

La sfida E ancora il presidente della Camera di Commercio Stefano Visconti, che sottolinea come l’ente camerale sia pronto a fare la sua parte, e il presidente del Cipss Valerio Scanu, che ha sottolineato come: «La sfida va accettata tutti insieme. Perché il nostro territorio si deve ancora riprendere dalla crisi del petrolchimico ed è arrivato il momento di far rinascere il nostro porto industriale, porta sul mondo, hub logistico, centro di attività cantieristiche, distretto dell’idrogeno». Poi Marco Scanu, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Sassari, che parla delle enormi possibilità “fiscali” ma anche evidenzia le prime crepe del provvedimento, che esclude alcune categorie strategiche dalle agevolazioni, come siderurgia e produzione energetica.

Le crepe Crepe ben raccontate dal Presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, Massimo Deiana: «Le aspettative sono enormi e lo strumento Zes, seppur non salvifico, è sicuramente di enorme interesse. Ma, oltre ai crediti fiscali, per camminare ha bisogno di disegnare un percorso per le imprese che abbia tempi affidabili. Il problema è che lo stesso Stato che dà l’impulso, poi ti mette i paletti. L’autorità di sistema e il commissario Zes sono impegnati a semplificare al massimo tutte le procedure, che però rischiano di scontrarsi con le lentezze statali».

Occhi aperti A scoperchiare il vaso di Pandora pensano gli esperti. Prima l’ordinario di Diritto Costituzionale di Uniss Omar Chessa che, dopo aver sottolineato l’interessante sinergia che, pur tra importanti differenze, si potrebbe creare tra le Zes e le istituende zone franche, segnala che allo stato attuale lo sconto fiscale potrebbe finire per gravare, visto il regime finanziario dello statuto sardo, interamente sulle casse regionali. Poi l’ordinario di Diritto Comparato di UniCa Aldo Berlinguer che denuncia: «Il grado della complessità della discussione di oggi in quello che dovrebbe essere il tempio della semplificazione rende chiaro il problema. Più che un pacco dono le Zes sono un cantiere, ed è bene che ci lavoriamo dentro tutti».

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