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Il lutto

Donna morta di parto, Padru: un paese sotto shock

Donna morta di parto, Padru: un paese sotto shock

L’intera comunità si è stretta intorno a una famiglia umile e ben voluta. Il sindaco Antonello Idini: «Il nostro pensiero va a Stefano e alle tre piccole»

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Padru «Non esistono parole che possano nemmeno lontanamente esprimere quanto dolore ci possa essere dietro a una giovane vita che lascia questa terra, che lascia una famiglia, che lascia delle figlie che avevano tutto il bisogno e la necessità di una mamma». Pensieri e parole del sindaco di Padru, Antonello Idini, di fronte alla tragedia che ha colpito la famiglia.

Padru è un piccolo paese e Idini conosce tutti i suoi concittadini, uno per uno. Di ciascuno conosce le gioie e i dolori. Sopratutto i dolori. «Il nostro pensiero va a Stefano e alle bambine, alla mamma, al babbo, ai fratelli e a tutta la famiglia. Riposa in pace, Giovanna, e veglia tutti i tuoi cari da lassù».

Le parole strazianti del sindaco squarciano la cappa di silenzio che ieri ha avvolto il paese alla notizia della tragedia. Sempre in silenzio, il buon cuore del paese ha cominciato a battere forte. Il tempo di asciugare le lacrime ed è partita subito una catena di solidarietà per aiutare la famiglia. Serve sostegno psicologico, ma anche materiale, perché in casa ci sono due bambine molto piccole, una di tre anni e una appena di un anno, e adesso anche una neonata. E poi Stefano, il marito sposato appena un anno fa, è disoccupato. «È partita subito una grande corsa alla solidarietà da parte di tutto il paese, con associazioni religiose e laiche che si sono già attivate – dice ancora il sindaco Idini –. Speriamo che queste manifestazioni di solidarietà continuino ancora perché la famiglia ne ha davvero bisogno».

A Padru tutti conoscevano Giovanna e il marito Stefano, persone umili ma ben volute. Li conoscevano bene in Comune, soprattutto le assistenti sociali. «Erano molto affezionate e ora stanno vivendo il dolore in prima persona – dice ancora il sindaco Antonello Idini –. Con tutti i bisogni e i problemi che può avere una giovane madre erano sempre in stretto contatto con lei, per aiutarla. Adesso sono rimaste tre bambine piccole, senza madre. Una tragedia assurda».

«Giovanna era una giovane piena di vita, allegra, sorridente e felice – così uno dei tanti post su facebook –. Era una moglie e una mamma, ed era una nostra compagna, un’atleta del Centro taekwondo Olbia. Quello che è capitato è una tragedia immane, che lascia tutti noi sgomenti. Ogni commento in più adesso è superfluo. Lasciamo alle autorità il compito di accertare i fatti. Il silenzio in certi casi è la forma di cordoglio più grande e di rispetto per il dolore dei familiari». (m.b.)

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