Tra conferme e new entry, il debutto dei parlamentari sardi a Roma
Saranno in tutto 17: nove in maggioranza, otto all’opposizione Il gruppo più numeroso è Fdi a quota 6, uno in più del M5s
Sassari Il taglio della passata legislatura aveva stabilito che alla Sardegna sarebbero spettati 16 parlamentari. Nove in meno del passato. Una aspettativa che alla vigilia delle elezioni si era ridotta di una unità, visto che Fratelli d’Italia aveva piazzato in un collegio di sicura elezione il lucchese Marcello Pera, già presidente del Senato. Ma nessuno, neanche i sondaggi più azzardati, avevano previsto l’exploit del Movimento 5 stelle - non rispetto al 32 per cento del 2018, ma alle percentuali a una cifra che circolavano appena pochi mesi fa - che ha consentito alla Sardegna di recuperare due seggi. Licheri e Todde, eletto il primo in Toscana, la seconda a Milano. Al loro posto Fenu e Cherchi. Dunque, togliendo Pera, saranno 17 i parlamentari sardi che oggi varcheranno l’ingresso dei palazzi della politica romana. Undici a Montecitorio e sei a Palazzo Madama. Nove in maggioranza e otto all’opposizione.
Il gruppo più numeroso è quello di Fdi, che, però tolto Pera, si ferma a quota 6. Dieci in meno della mega pattuglia grillina - poi ridotta a poco più che un gruppetto - che arrivò a Roma dall’isola nel 2018. Al Senato ci saranno la coordinatrice Antonella Zedda e l’oculista Giovanni Satta, alla Camera l’uscente Salvatore Sasso Deidda, l’ormai ex assessore Gianni Lampis, la vicesindaca di Ozieri Barbara Polo e l’ormai ex consigliere Francesco Mura. «La grande gioia della elezione inizia a essere sostituita dal grande carico di responsabilità che questo palazzo ti dà – dice Mura –. Spero di essere all’altezza». Sulle tensioni Mura smorza le polemiche. «C’è un serrato confronto tra le forze politiche, ma non credo che ci sia un clima diverso dal passato. Per il centrodestra è una grande occasione. Anzi per il destra-centro con la destra protagonista».
A Montecitorio Forza Italia piazza entrambi gli uscenti, Ugo Cappellacci e Pietro Pittalis, a Palazzo Madama nessuno. «Per me è la seconda legislatura ma l’entusiasmo è quello della prima – dice Pittalis –. L’intenzione è quella di intensificare l’impegno per portare risultati utili ai sardi e alla Sardegna». A chiudere la pattuglia sarda di maggioranza è Dario Giagoni, unico eletto da Lega-Psd’Az. Per lui, già consigliere regionale, è la prima volta a Roma. «Non nascondo una grande emozione. Ma alla fine sono sicuro che riuscirò a mettere testa, cuore e responsabilità per portare avanti le istanze dei sardi». Sui malumori nel centrodestra Giagoni giura che Salvini ha rassicurato che tutto va bene. «Lo abbiamo incontrato un paio d’ore fa. Tra lui, Berlusconi e Meloni c’è una grande intesa».
Dall’altra parte degli scranni siederà l’opposizione. O forse le opposizioni, come anche suggerisce Ettore Licheri, senatore M5s confermato, come anche Emiliano Fenu, mentre alla Camera la rappresentanza sarà tutta al femminile: l’ex viceministra Alessandra Todde, Sabrina Licheri e Susanna Cherchi. «Abbiamo aumentato il gruppo rispetto alla fine della legislatura – dice Licheri –. Abbiamo avuto ingressi di profili qualificati, mentre altri dovranno farsi rappresentare da Marcello Pera». Sull’opposizione l’ex capogruppo assicura che «se il governo non stravolgerà la Costituzione, non cancellerà i diritti civili, non dichiarerà guerra ai poveri sarà responsabile e costruttiva». Il Pd avrà un sardo al Senato, l’ex deputato Marco Meloni, e uno alla Camera, l’ex senatore Silvio Lai. «Gli italiani hanno scelto con nettezza una maggioranza che li deve governare – afferma Lai – ma un elettore su 5 ci ha anche chiesto di fare opposizione al governo più a destra dei paesi occidentali. C’è molto da fare sull’uguaglianza, ma serve anche una grande attenzione per i temi che riguardano la Sardegna. Se passano le politiche della Lega la coesione del Paese è a rischio e a pagare sono regioni fragili come la nostra». E su questo tema insiste Francesca Ghirra, l’unica eletta - nel vero senso della parola visto l’exploit nell’isola - di Sinistra Italiana-Verdi. «Sono emozionata, nei prossimi giorni ragioneremo sulle proposte da fare subito. Ma confido anche di collaborare con i colleghi sardi con l’obiettivo di colmare il divario che caratterizza la nostra regione su tutti quei temi affrontati in campagna elettorale, dal lavoro ai trasporti».
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