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Lo sceicco Al Thani chiede più metri cubi per la nuova Villa Certosa

di Marco Bittau
Lo sceicco Al Thani chiede più metri cubi per la nuova Villa Certosa

L’ex residenza di Berlusconi a Porto Rotondo diventerà un albergo di lusso. Nelle carte del Puc del Comune di Olbia spunta una zona C3

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Porto Rotondo Sembrava una semplice pratica urbanistica, un insignificante trasferimento di volumetrie da una particella all’altra all’interno dello stesso compendio, invece il consiglio comunale di Olbia una settimana fa ha votato e approvato – niente meno – il futuro di Villa Certosa. In un colpo solo ha svelato chi è il nuovo proprietario della storica residenza di Silvio Berlusconi, lo sceicco del Qatar Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani. E ha rivelato anche, con buona probabilità, cosa diventerà la tenuta da mille e una notte al centro della politica e mondanità italiana degli ultimi 30 anni. Non più una residenza privata, ma una struttura ricettiva di lusso destinata a ospitare qualunque creso di questa terra. Per fare tutto questo servono più metri cubi e lo sceicco li ha chiesti al Comune, che li ha concessi.

Così tra i giardini e i cactus tanto amati dal Cavaliere spunta una inedita zona C3 di espansione e con un colpo di bacchetta magica Villa Certosa può diventare un resort a cinque stelle o forse più. È tutto scritto nelle carte del nuovo Piano urbanistico comunale di Olbia. Esattamente nell’osservazione numero 28729, presentata il 6 marzo 2026 dalla Constellation hotels holding ltd, società di investimenti immobiliari lussemburghese riferibile allo sceicco Al Thani. Nelle carte si parla di Villa Certosa e lo sceicco chiede più volumetrie, perché tra un albergo e una villa, seppure enorme, c’è una bella differenza.

L’osservazione della Constellation hotels holding riporta testualmente: «Il Puc 2025 classifica l’area in parte zona F2.b e in parte zona H2, eliminando la zona F4 e le relative potenzialità edificatorie. L’intervento proposto è finalizzato alla riqualificazione e valorizzazione delle strutture esistenti, nell’ottica della realizzazione di una struttura ricettiva alberghiera di lusso, tipologia attualmente non presente a Porto Rotondo. Tuttavia, la consistenza delle volumetrie ora esistenti non consente di realizzare un numero di posti letto adeguato a garantire la sostenibilità economico-finanziaria dell’investimento e la qualità dei servizi richiesti da una struttura di tale categoria». Insomma, servono nuovi volumi e serve anche cambiare la destinazione urbanistica.

«Per tali ragioni – si legge nell’osservazione – è stata individuata una porzione del compendio per la quale si chiede una modifica della destinazione urbanistica, da zona H a zona F, o in alternativa a zona C di espansione nell’abitato di Porto Rotondo, con previsione di una capacità edificatoria almeno pari a quella già contemplata nel Puc 2020, dove si prevedeva un indice fondiario di 0,75 mc/mq. La proposta non è finalizzata a un incremento indiscriminato delle volumetrie, bensì a consentire un intervento organico qualitativamente elevato, coerente con le strategie di sviluppo turistico del territorio, orientato alla riqualificazione, alla sostenibilità ambientale e alla creazione di valore durevole per la collettività. Ci si rende inoltre disponibili a interventi di urbanizzazione primari e secondari secondo le esigenze e indicazioni de l Comune di Olbia».

La richiesta è stata accolta, almeno in parte e con alcune prescrizioni non trascurabili. «L’osservazione – si legge – è accoglibile nella proposta alternativa come nuova zona C3, con indice di edificabilità territoriale pari a 0,30 mc/mq, in quanto la proposta risulta coerente con gli indirizzi dell’amministrazione comunale».

«La proposta attuativa – aggiunge il Comune – dovrà prevedere il recupero e la riqualificazione delle volumetrie esistenti, implementare la sostenibilità ambientale dell’intervento nel rispetto delle peculiarità paesaggistiche del contesto».

Resta naturalmente un problema da risolvere, ma potrebbe essere solo questione di tempo. Il Puc non è ancora vigente e le osservazioni approvate dal consiglio comunale venerdì scorso sono ancora un passaggio intermedio nel lungo percorso di verifica per la validità e conformità del Piano. Le carte ora saranno trasmesse alla Regione che esprimerà le sue valutazioni e poi rimanderà tutto al Comune di Olbia per l’approvazione definitiva. In consiglio comunale, ancora una volta. Solo allora lo sceicco Al Thani potrà fare davvero quello che desidera di Villa Certosa.

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