Cagliari Si può mettere insieme l’esigenza di fornire un supporto finanziario ai giovani che vogliono aprire una loro intrapresa e favorire il loro rientro nelle terre d’origine, magari nel sud del paese? È la scommessa che Invitalia ha deciso di declinare con un progetto originale che non a caso si chiama “Resto al Sud”. La società. Invitalia è l'Agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del Ministero dell'Economia. Dà impulso alla crescita economica del Paese, punta sui settori strategici per lo sviluppo e l'occupazione, è impegnata nel rilancio delle aree di crisi e opera soprattutto nel Mezzogiorno. Inoltre, ed è l’elemento più importante, gestisce tutti gli incentivi nazionali che favoriscono la nascita di nuove imprese e le startup innovative, finanziando i progetti grandi e piccoli, rivolgendosi agli imprenditori con concreti piani di sviluppo, soprattutto nei settori innovativi e ad alto valore aggiunto.
Il progetto. Il programma che si chiama “Resto al Sud” sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in tutto i l centro sud del nostro paese, isole comprese, e in alcune limitate aree del centro nord. L’incentivo proposto è destinato a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni. I fondi disponibili ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro. Uno degli elementi innovativi del progetto è che non ci sono bandi, scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo. Le attività finanziabili sono quelle produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone turismo commercio, attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria). Sono escluse, se non altro perchè ci sono altre misure dedicate e specifiche, le attività agricole.
Gli incentivi. “Resto al Sud” copre fino al 100 per cento delle spese, con un finanziamento massimo di 50mila euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200mila euro nel caso di società composte da quattro soci. Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60mila euro. A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto di 15mila euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale fino a un massimo di 40mila euro per le società. Il contributo viene erogato al completamento del programma di spesa, contestualmente al saldo dei contributi concessi.
Possono essere finanziate le seguenti spese: ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa), macchinari, impianti e attrezzature nuovi programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione, spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa. Non sono ammissibili le spese di progettazione e promozionali, le spese per le consulenze e per il personale dipendente. Le agevolazioni coprono il totale delle spese ammissibili e sono così composte: 50% di contributo a fondo perduto 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le piccole medie imprese. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.
L’iniziativa. La carovana di Invitalia, ha fatto tappa anche in Sardegna, scegliendo simbolicamente come location uno dei quartieri simbolo del degrado urbano di Cagliari, Sant’Elia. Una scelta dovuta al fatto che tra le iniziative dell’Agenzia c’è anche quello di portare le conoscenze degli incentivi fuori dai circuiti tradizionali. Dopo le tappe di Salerno, Napoli, Foggia, Reggio Calabria, Messina l’iniziativa è arrivata a Cagliari, dove diversi attori del territorio, si sono confrontati sull’importanza di attivare percorsi di autoimprenditorialità, anche da parte di categorie più svantaggiate, per avviare processi di rigenerazione urbana.
Gli esperti di Invitalia, insieme ai rappresentanti delle banche finanziatrici, di istituzioni locali e fondazioni di comunità, hanno illustrato ai giovani e ai cittadini le opportunità offerte dagli incentivi Resto al Sud per l’avvio di nuove attività imprenditoriali da parte di chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni. In Sardegna sono 661 i progetti finanziati con Resto al Sud. I progetti hanno attivato investimenti sul territorio per oltre 40,4 milioni di euro e creato o salvaguardato 2.145 posti di lavoro. Inoltre il 47 per cento dei progetti appartiene ad attività turistico- culturali, seguono i servizi alla persona (22 per cento) e le attività manifatturiere ed artigianali .
La provincia che registra il maggior numero di progetti approvati è quella di Sassari, con 206 progetti finanziati, per un investimento globale di quasi 13 milioni di euro e una nuova occupazione di 710 unità; segue poi Cagliari con 175 nuove imprese (a Nuoro sono 130 e Oristano 54). Tra i giovani cagliaritani che hanno scelto di utilizzare Resto al Sud per tornare in Sardegna e avviare un’attività imprenditoriale c’è Luca Carboni, 36 anni, titolare di “Oreri” un laboratorio di stampa artigianale e produzione editoriale green e a basso costo, avviato al centro di Cagliari: «Dopo un’esperienza formativa e lavorativa nel Paesi Bassi, sono tornato nella mia città natale, convinto che qui avrei trovato le condizioni ambientali e culturali per esprimermi al meglio», ha dichiarato Luca. Sono ben 58mila le domande, in Sardegna oltre 1800, presentate per accedere ai fondi, più che agevolati, del progetto. Insieme a Invitalia operano nei territori anche diversi enti accreditati.
In totale i posti di lavoro creati superano i 46mila. Un dato che da solo vale più di tutti gli altri, e che testimonia il forte impegno, anche di selezione di idee e progetti, dei giovani nuovi imprenditori meridionali. Un dato messo in risalto ieri venerdì 14 ottobre dall’amministratore delegato di Invitalia Bernardo Mattarella, intervenuto al 37esimo congresso dei giovani industriali a Capri.
«È importante essere consapevoli di cosa siamo. Siamo in una situazione in cui il Paese sta vivendo uno shock dopo l'altro. In questo periodo abbiamo visto che gli imprenditori hanno resistito, stanno resistendo, continueranno a resistere . Sono la spina dorsale del Paese. Noi, in questa fase complicata, continuiamo ad avere questo obiettivo: il sostegno all'industria. Dobbiamo focalizzarci su questo obiettivo. Saranno i cardini del nostro piano. Con anche una attenzione alla sostenibilità, che deve essere prima di tutto sostenibilità sociale – aggiunge, accennando ai programmi per il Sud che vanno in questa direzione – si parla tanto di sostenibilità: per noi sostenibilità sociale è “Resto al Sud” o “Cresci al Sud”, che consente di crescere nel Mezzogiorno e consentire ai giovani di non partire. Queste saranno le chiavi, attraverso una nuova politica industriale in questo senso, con un braccio pubblico nell’economia che sia trasparente, limpido,