La Nuova Sardegna

La tragedia a Cabras

Ivan e Nicola, lo strazio dei parenti: «Uniti in vita e ora nella morte»

Paolo Camedda
Nicola e Ivan Spanu sono morti in due incidenti stradali distinti a 15 giorni di distanza
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Nicola e Ivan Spanu sono morti in due incidenti stradali distinti a 15 giorni di distanza

I fratelli hanno perso la vita in due incidenti a pochi giorni di distanza. Ilenia, la cugina: «Siamo cresciuti insieme, non riesco a credere che non ci siano più»

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Cabras La comunità di Cabras si stringe attorno ai familiari di Nicola e Ivan Spanu, i due fratelli morti entrambi in incidenti stradali, ad appena due settimane di distanza l'uno dall'altro. Lo scorso 2 ottobre, l'auto di Nicola, 38 anni, il più giovane, era volata contro un grosso eucalipto sulla strada che da Torregrande conduce a Oristano. E domenica è toccato a Ivan: la sorte crudele lo ha portato a schiantarsi contro un guardrail dopo una scivolata dalla moto nei pressi di Barumini, dove partecipava ad un raduno. Ivan aveva 47 anni. Lascia la moglie Rita, la figlia diciottenne Martina e la sorella Ilaria, oltre agli amati cugini e ad una comunità intera che ha fatto sentire la sua vicinanza. «Il dolore è tremendo – dice Ilenia, la cugina –. Proprio domenica mi ero detta “Devi superare la morte di Nicola”. Poi arrivo a casa e mi chiamano dall'organizzazione del motoraduno di Barumini... Mi danno la notizia della morte di Ivan. L'ho presa malissimo: “Non scherziamo su queste cose”, ho detto loro. “No, no Ilenia, è morto tuo cugino”. Così ho capito che era vero...». Ilenia si fa forza e inizia a parlare dei suoi amatissimi cugini. Comincia con Nicola, il più giovane.

«Nicola era un artista, che come ha detto nostro cugino Maurizio nell'omelia il giorno del funerale, seguiva il suo istinto e per questo era imprevedibile. Le cose ultimamente stavano andando bene: i suoi brani su Spotify avevano successo. Era bello vederlo felice. Sarebbe dovuto partire a breve per un programma su Canale 5, aveva le audizioni fissate. Ci affidiamo alla fede, perché è l'unico sostegno». Per Ilenia, Nicola aveva una grande forza interiore: «Nonostante i periodi bui che haattraversato, si è sempre rialzato. La musica e la scrittura gli davano la forza. Anch'io nel mio piccolo, gli sono stata di sostegno. Lavorare come fotografa era il mio sogno, e vedendo me crederci e metterci passione ci è riuscito anche lui. Abbiamo fatto anche un servizio fotografico assieme. Lui ha utilizzate le mie foto per il suo disco».

Ilenia e Nicola spesso scherzavano fra loro: «Studiava e leggeva tanto – ricorda Ilenia – e spesso quando parlava usava un linguaggio forbito. Tanto che io gli dicevo: “Nicola, ricordati che alle persone devi parlare in modo semplice, così ti possono capire"». E poi Ivan, l’altro cugino carissimo. «Lo ricorderò sempre sorridente – dice Ilenia –, era tanto buono. Da piccolo è cresciuto a casa dei miei genitori e non è mai accaduto una sola volta che mancasse loro di rispetto. Fra cugini avevamo un legame molto forte: i loro genitori, infatti, erano fratello e sorella di mia madre e di mio padre. Sembravamo fratelli, da quanto eravamo uniti». E naturalmente c'era un legame molto forte anche fra Nicola e Ivan. «Ivan non lo ha mai mollato – assicura Ilenia – da fratello maggiore gli è stato sempre vicino, in vita e quando la tragedia se l'è portato via. Ha aiutato i vigili del fuoco a recuperare il suo corpo, c'è stato fino alla fine. Ivan amava tanto la sua famiglia. Con la moglie Rita e sua figlia aveva un rapporto straordinario».
Don Maurizio, cugino dei due fratelli, affida a Facebook il suo ricordo di Ivan dopo avere fatto lo stesso con Nicola. «Ivan. Il mio pensiero è fragile, così la mia parola - ha scritto –. Ma son deciso a credere nell’alito di Vita soffiato dal Creatore: non andrà sprecato». Ecco Sonia, amica d’infanzia: «Conoscevo bene tutta la famiglia – racconta – abitavamo tutti in Piazza Ravenna. Io uscivo con Ilaria, la sorella, che ha 2 anni in meno di me. Ivan era un ragazzo solare e buono, quello che in sardo definiamo "unu cantu e' pani", "un pezzo di pane". Due mesi fa è venuto nel negozio dove lavoro. Ci siamo fatti una lunga chiacchierata. Conserverò per sempre un bel ricordo di lui e di Nicola».
 

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