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I progetti da realizzare

Le undici grandi opere per l'isola del futuro

Giovanni Bua
Le undici grandi opere per l'isola del futuro

Alla Camera di commercio di Sassari il “libro bianco” di Unioncamere. Politici e imprenditori a confronto: «Bisogna individuare le priorità per l’Isola»

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di Giovanni Bua

Sassari Coesione, competenze, cabina di regia unica, visione. Ma soprattutto «infrastrutture, infrastrutture, infrastrutture». È una chiamata alle armi unanime, e allo stesso tempo un grido di aiuto, quello che si è alzato ieri mattina dalla sala grande della Camera di commercio di Sassari. Sede della decima tappa del Roadshow che ha toccato 19 territori in tutto il Paese, quelli che aderiscono al Programma Infrastrutture promosso da Unioncamere attraverso il Fondo di Perequazione 2019-2020.

Il libro bianco Il risultato è un libro bianco, un documento che raccoglie i fabbisogni e le priorità di intervento emerse dal confronto con le imprese sarde e più in generale con il sistema economico isolano. Che individua due macro obiettivi da raggiungere ad ogni costo: garantire l’accessibilità delle aree interne e dei poli produttivi e connettere la Sardegna al resto del continente e ai mercati nazionali e internazionali. E li declina in undici interventi di massima priorità e 12 di priorità “2”, tra cui convivono “cariatidi” come la Sassari-Olbia, la Sassari-Alghero, gli interventi sulla 131 o il prolungamento dell’antemurale di ponente nel Porto di Porto Torres, della cui genesi ormai si perdono le tracce, sogni nel cassetto come i collegamenti ferroviari per gli aeroporti di Olbia e Alghero, ma anche il raddoppio ferroviario della Decimomannu-Villamassargia o i lavori stradali sulla Nuoro-Olbia-Santa Teresa.

L’assessore Opere in gran parte programmate da tempo, avviate e parzialmente completate, ferme a causa della mancanza di risorse o impantanate nella burocrazia. Ma anche nuove entrate inserite nella complessa partita del Pnrr. Con l’assessore dei Lavori Pubblici Aldo Salaris che assicura: «Ci sono tantissimi progetti che la Regione sta finanziando e portando avanti sia a livello territoriale che strategico, come sistema Sardegna: efficientamento della rete stradale, di quella portuale, investimenti sull’edilizia residenziale privata, trasporti ecosostenibili, ciclo dell’acqua e idroelettrico». E il tavolo dei relatori che esterna invece la sua preoccupazione sul fatto che la montagna di risorse in arrivo da Pnrr e settennato europeo non arrivi a terra o, peggio, si disperda in mille rivoli senza riuscire a erodere i veri problemi dell’Isola.

Gli interventi «Perché – ha sottolineato in apertura il padrone di casa Stefano Visconti, presidente di Unioncamere regionale e della Camera di commercio di Sassari – il discrimine tra un’economia che funziona e una che non funziona è semplicemente un sistema di infrastrutturazione sia classico che digitale moderno e all’altezza delle sfide che le complessità del mondo attuale ci propongono. E purtroppo su questo l’Isola è drammaticamente indietro».

Da lontano E, sfogliando le 54 pagine del dettagliatissimo rapporto illustrato da Antonello Fontanili e Iolanda Conte, rispettivamente direttore e Project Manager di Uniontrasporti, non si può che convenire sulla drammaticità di un ritardo che parte da lontano. «Almeno da quando si è deciso regalare i soldi del piano di rinascita a Rovelli invece che usarli per costruire strade – tuona il sindaco di Sassari Nanni Campus –. Cerchiamo ora di non fare lo stesso errore».

Le carenze «A chi mi dice quanto è bella la Sardegna – sottolinea Maurizio De Pascale, presidente della Camera di commercio di Cagliari-Oristano (e tra gli editori della Nuova Sardegna) – ricordo che siamo l’unica regione in Italia senza autostrade, senza ferrovie elettrificate e con soli 40 chilometri di doppio binario, senza metano e con un capoluogo di provincia non raggiunto dal treno. Siamo di fronte a un momento epocale. E, come quando a tavola manca il piatto principale, è il momento smettere di concentrarsi su dolci e caffè. Decidiamo quali sono le opere fondamentali, e scendiamo in campo».

La regia A fare il “regista” potrebbero essere proprio gli enti camerali di Sassari, Cagliari-Oristano e Nuoro «cerniera naturale tra imprese, società ed enti decisori», sottolinea Visconti. «Con un percorso – precisa Agostino Cicalò presidente della Camera di commercio di Nuoro – che deve avere una logica di perequazione e solidarietà, perché se si innesca la competizione tra territori ogni visione è destinata al fallimento».

L’università Regia che chiede con forza il rettore di Uniss, Gavino Mariotti, che mette a disposizione le professionalità del suo Ateneo: «Per passare dai convegni ai tavoli tecnici. Perché sicuramente c’è bisogno del convinto sostegno della classe politica ma bisogna anche mettere in piedi una progettualità effettiva ed efficiente, che dopo aver individuato i problemi metta a disposizione anche le soluzioni. Il mondo dell’università, che già e riuscito a dare gambe a questa collaborazione con le istituzioni portando a casa importanti risultati sui fondi del Pnrr, è pronta a fare la sua parte».

I fatti Un invito a “passare ai fatti” che fa suo anche Giuseppe Cuccurese, direttore generale del Banco di Sardegna, intervenuto nella tavola rotonda insieme a Cristiano Erriu, segretario Generale della Camera di commercio di Cagliari-Oristano e Pietro Esposito, segretario Generale della Camera di commercio di Sassari, che hanno parlato delle tematiche di particolare interesse per il sistema camerale sardo, seguiti da Mauro Coni, professore associato dell’Università di Cagliari e Tanya Congiu, dell'Università di Sassari.

Il Banco «Dobbiamo prima di tutto parlare di cosa vogliamo – ha sottolineato Giuseppe Cuccurese – è giunto il momento di dare una connotazione politica ed economica. Dobbiamo dare supporto alle nostre imprese per essere competitive, ponendo particolare attenzione su porti, sia merci che passeggeri e aeroporti. E creare tutta la logistica anche stradale e di collegamento tra un porto e l’altro. Dobbiamo ragionare su import-export, sulle tempistiche dei cantieri, e anche sulle opere in project financing. Negli Stati Uniti molte Contee fanno i “municipal bond” che finanziano le infrastrutture. Ma soprattutto Concentrarsi su quelle 3 o 4 opere infrastrutturali essenziali per la Sardegna. I fondi ci sono, ma da soli non bastano. E per l’Isola questa è un’occasione da non perdere».

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