Satta rimane agli arresti domiciliari. Indagati in silenzio davanti al gip
Respinta dal giudice l’istanza di scarcerazione avanzata dai difensori
Cagliari Subito un’istanza di scarcerazione - respinta in serata dal giudice - per Giovanni Satta, il consigliere regionale di Buddusò finito agli arresti domiciliari la scorsa settimana con l’accusa di traffico di influenze insieme al politico cagliaritano Anselmo Piras e al medico Franco Savasta. Satta e gli altri due indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere all’esame di garanzia di fronte al gip Michele Contini. I difensori dell’onorevole - Gianluca Aste e Angelo Merlini - avevano chiesto che la misura cautelare venisse revocata perché la pena minima riferita al reato contestato non permette l’arresto. La pena per il reato di traffico d’influenze, che rientra nella spazzacorrotti, è stata aumentata nel 2019 - ha sostenuto l’avvocato Aste - ma il fatto al centro dell’imputazione risale al 2018. La pena prevista nel 2018 sarebbe in ogni caso coperta dalla condizionale, quindi per il principio del favor rei è a quella che bisogna fare riferimento. Di avviso opposto i pm Emanuele Secci e Danilo Tronci: per loro nel 2018 è avvenuta la promessa illecita del denaro in cambio della mediazione per la compravendita della Rsa di Monastir, ma il reato aggravato si è integrato solo al momento della vendita, quindi nel 2019. Il giudice si è riservato e ha deciso appena poche ore dopo: ha ragione la Procura, istanza respinta, quindi Satta resta agli arresti domiciliari. Diversa la posizione di Piras e Savasta, difesi da Antonio Gaia e Guido Manca Bitti: per loro il gip Contini ha confermato nell’ordinanza anche l’imputazione di tentata estorsione, della quale il magistrato non ritiene responsabile Satta. La conseguenza è che il cumulo delle pene ipotetiche per i due reati giustifica comunque la misura cautelare.
Fino alle 11 di ieri mattina c’era molta incertezza sulla scelta di rispondere o no all’esame da parte di Satta. Il consigliere regionale voleva accettare l’interrogatorio, successivamente sembrava aver scelto di fare dichiarazioni spontanee, quindi senza contradditorio. Alla fine ha prevalso la linea dei difensori, che prima di definire la strategia intendono consultare le oltre ottomila pagine che compongono il fascicolo del procedimento penale. Procedimento che - stando alle voci, non confermate dalla Procura - sarebbe solo una parte di un’inchiesta molto più vasta, che riguarda affari legati all’energia eolica e ad altro, in cui i protagonisti non sarebbero soltanto Satta, Piras e Savasta. La polizia giudiziaria ha finora messo insieme una mole notevole di conversazioni intercettate, sono stati usati i famosi trojan per captare i dialoghi diretti fra gli indagati e altre persone, un materiale probatorio sterminato sul quale magistrati e polizia giudiziaria sono al lavoro da mesi. Si parla di nomi legati alla politica sarda e di un giro di denaro considerevole.
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