La Regione Sardegna e il Pnrr: buona la partenza ma non nella sanità
È il giudizio della Corte dei conti su bandi e spesa dell'amministrazione regionale
Cagliari Qual è lo stato d’avanzamento del Piano di ripresa e resilienza? Una prima risposta è arrivata, in questi giorni, dalla Sezione di controllo della Corte dei conti, che ha seguito il filo rosso dei 2 miliardi assegnati alla Sardegna, in parte già trasferiti da Roma, o che stanno per esserlo. «La partenza della Regione è stata buona», si legge nelle pagine centrali della verifica sul bilancio del 2021. «In avvio la costituzione di una struttura tecnico-amministrativa – è scritto poco dopo – dovrebbe contribuire ad assicurare la tempestiva realizzazione degli interventi programmati attraverso procedure più snelle rispetto a quanto accade di solito».
Però, è solo l’inizio del Pnrr, e il rischio di un rallentamento potrebbe essere dietro l’angolo proprio nel momento in cui dalle procedure «bisognerà passare alla spesa», considerando anche che alcuni finanziamenti non saranno sotto il controllo della Regione, ma dei Comuni e delle Università. Con questa raccomandazione, ribadita più volte: «Nonostante l’impostazione centralista del Piano, la Regione dovrà svolgere quel ruolo di cerniera tra Governo e territorio, per superare le differenze di velocità che potrebbero mettere a rischio la buona riuscita dei programmi previsti».
Le tappe Ingaggiati 37 esperti per accelerare le procedure, la Regione ha individuato nel progetto «Dove la natura incontra l’arte», nel comune di Ulassai, che dovrà realizzarlo, il destinatario dei 20 milioni previsti dal bando per il rilancio dei borghi. Così come, in quello per la valorizzazione del patrimonio rurale, ha scelto i 161 progetti che dovranno suddividersi i 24 milioni assegnati alla Sardegna. Ancora: sempre la Regione, stavolta attraverso l’assessorato all’industria, ha pubblicato il bando per selezionare le aziende interessate alla produzione di idrogeno verde nelle aree industriali dismesse. Sul fronte della «messa in sicurezza delle scuole» ha stilato la graduatoria dei 37 Comuni ammessi a un primo finanziamento di 24 milioni. Altri 29 milioni sono stati trasferiti all’Arst per il rinnovo della flotta e l’acquisto di bus elettrici. In un’altra fase – ricostruisce la Corte dei conti – «ha stimolato i Comuni a partecipare ai bandi nazionali per lo sport e l’inclusione sociale.
La zona grigia La sanità è già un campo minato. I 137 milioni per costruire le Case della salute sono stati trasferiti alle Asl, che dovranno bandire gli appalti, ma ancora non c’è traccia neanche dei progetti iniziali. Anche se – va ricordato – i criteri per la realizzazione sono stati appena approvati dalla commissione sanità del Consiglio. Oppure il piano straordinario per aumentare i posti letto nei reparti di terapia intensiva è stato realizzato solo in parte e sotto il 40 per cento. Il quadro peggiora – sostengono i giudici contabili – per quanto riguarda la ristrutturazione di tutti i pronto soccorso: al 31 marzo solo un quarto dei progetti può dirsi concluso ed è stato affidato appena il 12% dei lavori. (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
