Tiana, la casa crollata ai raggi x per scovare la perdita di gas
Oggi l’autopsia su Marilena Ibba e Guglielmo Zedda, migliorano i due feriti
Inviata a Tiana In attesa delle due autopsie sui corpi di Marilena Ibba e Guglielmo Zedda, che verranno eseguite oggi, o comunque entro domani, a Cagliari dal medico legale Roberto Demontis, la prima tappa dell’indagine, ieri mattina, nelle campagne di Tiana, lungo la statale 128, è stata la cosiddetta “pulizia giudiziaria”. Sono tutte le operazioni che consentiranno di liberare l’area della tragedia, sottoposta a sequestro, da qualunque elemento esterno in grado di inquinare la scena: escavatori, piccole gru, attrezzatura di scavo utilizzata martedì per farsi largo tra le macerie. Ed è toccata ai vigili del fuoco, arrivati in forze da Nuoro e da Sorgono.
Subito dopo, e per completare il percorso ci vorranno diverse settimane e mesi, entreranno in azione i consulenti tecnici che il procuratore facente funzioni di Oristano, Armando Mammone, insieme alla collega Silvia Mascia, hanno già individuato ma ai quali non hanno ancora assegnato un incarico ufficiale. Con un unico obiettivo: capire cosa abbia scatenato il disastro di Tiana; per quale ragione, intorno alle 7.50 di martedì mattina, una palazzina di tre piani sia letteralmente saltata in aria e poi implosa, ferendo gravemente due coniugi anziani (sono entrambi ricoverati a Sassari ma le loro condizioni sono migliorate: Duccio Ibba è ancora in Rianimazione per le ustioni ma è stabile, la moglie Eugenia Madeddu è fuori pericolo) e causando la morte della figlia e del genero; se e in quale punto la rete cittadina che riforniva di aria propanata anche la villetta della famiglia Ibba-Zedda abbia registrato la perdita che secondo gli inquirenti, avrebbe scatenato l’esplosione. Il giorno dopo il crollo della casa di tre piani a un chilometro da Tiana, nell’area della tragedia l’indagine registra i suoi primi passaggi. A cominciare da una tappa fondamentale: la pulizia giudiziaria della scena dopo il crollo di martedì. Mentre oggi, il medico legale Roberto Demontis, al quale la Procura di Oristano ieri ha assegnato l’incarico, eseguirà l’autopsia sui corpi di Marilena Ibba e del marito Gugliemo Zedda. Ma non è escluso che per ragioni di tempo uno dei due esami possa slittare a domani. E in parallelo i carabinieri della compagnia di Tonara, su incarico della Procura, hanno cominciato a sentire le prime “persone informate sui fatti” per ricostruire nel dettaglio il periodo precedente al crollo.
L’inchiesta – che finora non registra alcun indagato – si prepara a entrare nel vivo nei prossimi giorni con l’inizio dei primi accertamenti tecnici disposti dal procuratore Mammone. Ci sono diversi passaggi chiave da chiarire, a cominciare da uno: in quale punto e per quale ragione la rete del gas ha registrato la perdita che avrebbe provocato l’esplosione? Il dato non è da poco perché servirebbe ad attribuire le colpe: se, ad esempio, in ipotesi, la perdita si fosse verificata all’interno della casa, la responsabilità potrebbe essere attribuita a chi non ne aveva disposto la manutenzione o a chi avrebbe certificato l’impianto. Bisogna anche capire se nell’aria propanata in rete ci fosse una dose sufficiente di “odorizzante”, che viene utilizzato per rendere il gas a portata di naso, e dunque più sicuro. E la Procura, attraverso i suoi consulenti, punta anche a verificare se tutti gli impianti, compreso quello elettrico, fossero a norma. Ma in mezzo a tante piste che per ora sono solo ipotesi, c’è un dato incontrovertibile: il bombolone esterno alla villetta non ha avuto alcun ruolo nel disastro di martedì. Anche perché era vuoto e non collegato all’impianto. Stando ai primi accertamenti, le due famiglie della palazzina lo avevano utilizzato fino a qualche tempo fa, quando si rifornivano di gpl, ma poi lo avevano dismesso dopo che si erano collegati alla nuova rete cittadina che serviva aria propanata.
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