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L'allarme

Provincia di Sassari, il commissario scrive a Giorgia Meloni: «Non ci sono più fondi, chiudamo tutte le scuole»

di Roberto Petretto
Provincia di Sassari, il commissario scrive a Giorgia Meloni: «Non ci sono più fondi, chiudamo tutte le scuole»

Pietrino Fois: «Non siamo più in grado di garantire i servizi essenziali. Rischiamo di tornare alla Dad»

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Sassari Una lettera dai toni istituzionali che non riescono ad attenuare la potenza del messaggio e a renderlo meno drammatico. Lo aveva già fatto prima dell’inizio dell’anno scolastico, ora si è ripetuto puntando direttamente ai livelli più alti: Pietrino Fois, commissario della Provincia di Sassari, ha scritto alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, per lanciare l’allarme: «Non possiamo garantire i servizi minimi».

Le province vivacchiano da anni in un limbo in cui sono state relegate da una riforma che gli ha tolto risorse lasciandogli le competenze. E se prima vi galleggiava con tante difficoltà, ora il caro bollette ha fatto esplodere i problemi. Le province, che si devono occupare di strutture scolastiche, strade e ambiente, non riescono a far fronte agli impegni: «Ora va decisamente peggio - spiega Pietrino Fois -. Ora si è insediato il nuovo governo e si inizierà con l’elenco delle priorità. Ma noi vogliamo mettere un punto fermo: non è pensabile che le Province possano anticipare risorse per scuole, strade, bollette».

Il rischio, secondo Fois, è concreto: «Cosa vogliono fare delle scuole? Dobbiamo forse tornare alla Dad? A novembre la Provincia di Sassari non riuscirà a pagare le bollette elettriche e del riscaldamento. Un novembre insolitamente mite ci sta aiutando, ma non potrà continuare. Dobbiamo vedere scuole con riscaldamenti spenti, con luci spente? La bolletta di novembre è tre volte superiore al solito. Quindi il rischio di dover tornare alla Dad è reale».

Con questa prospettiva Fois ha scritto alla presidente del Consiglio: «Metto le mani avanti: trovino risorse nel Pnrr, inizino da questioni fondamentali per il Paese, inizino dalla scuola».

Sassari è la Provincia italiana con la maggiore estensione di territorio: «Abbiamo 80 plessi scolastici, 92 Comuni e 2.300 km di strade. Con una presenza così capillare su scuola, ambiente, strade, comuni, il nostro personale ogni giorno è investito da decine di richieste. Dovremmo avere 430 dipendenti, ne abbiamo 210. Le nozze con i fichi secchi non si fanno, a malapena sinora abbiamo affrontato la quotidianità. Si parla di programmazione, ma noi non possiamo permetterci di distrarre neanche un geometra dalla attività quotidiane, figuriamoci predisporre uno staff di tecnici. E non possono farlo neanche Comuni che hanno geometra a scavalco».

Servono misure eccezionali in tempi eccezionali: «Si spera sempre nella buona volontà del sindaco, del rappresentante della Provincia - prosegue Fois -. La prima esigenza è quella di mettere mano al codice appalti. Dall’ideazione di una scuola alla sua realizzazione passano 7 anni. O si usa il modello ponte Morandi, altrimenti non ci si fa niente. Poi si deve riconoscere agli enti locali capacità programmatoria,. ma devono anche essere assegnate adeguate risorse per rinforzare gli organici. Si riparte solo da Comuni e provincia, tutto il resto è programmazione sulla carta. Roma non sa cosa succede a Cheremule o Villanova Monteleone. Per questo bisogna ribaltare la piramide e dare un ruolo di pianificazione agli enti locali, non il contrario».

La lettera di Fois lancia un messaggio: «Voglio dire questo: fermatevi un attimo, trovate il modo di definire la questione appalti, responsabilizzate i sindaci e le Province, ma date anche loro i mezzi e gli strumenti per agire».

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