Col gasolio e il gpl si spende più del triplo, stufe a legna introvabili
Per scaldare 150 metri quadri col bombolone 5mila euro all’anno
Sassari Il pellet è più che raddoppiato, ma resta ancora il combustibile per il riscaldamento decisamente più economico. A meno che non si abbia la voglia di battagliare ogni giorno con le accensioni a singhiozzo o la pulizia di una stufa a legna, molto più conveniente ma anche molto più impegnativa. Ma anche per i più parsimoniosi e volenterosi, al momento non c’è comunque scampo: «È quasi impossibile trovare una stufa a legna in pronta consegna – dice Sergio Era della rivendita Sardaflame di Predda Niedda a Sassari – noi per esempio non le abbiamo. Stiamo consegnando gli ordini fatti a marzo e aprile scorso, e anche per i nuovi acquisti i tempi di attesa sono incerti e comunque molto lunghi. Si parla di marzo del 2023». Le linee di produzione delle stufe a legna sono infatti ferme per la mancanza di materie prime, come il ferro e la ghisa. Ci sono diversi articoli già ultimati e a terra, ma la cui commercializzazione è bloccata per la mancanza di un solo componente che magari non arriva dalla Cina o dal Vietnam. Quindi non c’è scampo, finché i sacchi non arriveranno ai 15 euro di prezzo, il pellet resta ancora la migliore ancora di salvezza.
Le alternative d’altronde sarebbero il gasolio e il gas. I dati del ministero (Mise) aggiornati al 7 novembre attestano il prezzo del gasolio da riscaldamento a 1.848 euro. Il gpl per il bombolone domestico, considerati i costi di trasporto nell’isola, ha superato anche i 2 euro al litro. Ma dipende dalla quantità della fornitura e se si è un cliente storico, i fornitori praticano anche degli sconti. Tuttavia il tepore casalingo con queste due opzioni ha costi quasi insostenibili. «Prendiamo l’esempio di un’abitazione di 150 metri quadrati – spiega Sergio Era – l’importo all’anno utilizzando il gasolio, si aggira mediamente sui 4000 euro. Se invece si utilizza il gpl è ancora peggio, con un spesa che può arrivare anche ai 5000 euro l’anno. Per quanto riguarda invece il pellet, si può calcolare un budget annuo di circa 1000 euro. Sebbene i sacchi abbiano un prezzo più che raddoppiato rispetto all’anno scorso, in confronto alle altre fonti di calore il pellet resta ancora la scelta di risparmio più valida».
Mediamente nei supermercati si trovano i sacchi sopra gli 11 euro, ma acquistando intere pedane e scandagliando meglio il mercato, si possono reperire prodotti anche a 9 euro e 20. Il prezzo basso non vuol dire per forza fregatura: «I prodotti in commercio – dice Sergio Era – sono tutti controllati e certificati. Quindi difficilmente ci si imbatte in articoli così scadenti da danneggiare la stufa. Le miscele faggio e abete, o faggio e rovere, sono ottime, perché sono un buon compromesso tra fiamma viva e durata. Piuttosto bisogna prestare attenzione alla lunghezza dei chicchi di pellet, che non devono superare i 2 centimetri e mezzo. E occhio alle fregature su Internet e ai gruppi d’acquisto. Non pagate nulla in anticipo se prima non siete sicuri che la fornitura esista veramente».
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