Mater Olbia, il Qatar non lascia: «La Regione ci sostenga»
Il direttore generale Giannico sul futuro dell’ospedale privato: «Per il pareggio di bilancio serve un adeguamento delle tariffe»
Olbia «Il Mater Olbia resta una certezza. E il Qatar non ha intenzione di andarsene. Ma si aspetta un supporto concreto da parte della Regione per farci lavorare al meglio. Il recente passato e il presente è tutto nei numeri. Stiamo parlando di un ospedale giovane, cresciuto in maniera vertiginosa in termini di eccellenza e prestazioni».
Parte da qui, Marcello Giannico, direttore generale del Mater Olbia, per raccontare quattro anni di attività. Senza però dimenticare le questioni ancora aperte: le tariffe non adeguate per ogni singola prestazione, la rete dello screening regionale che vede il Mater ancora fuori, un’integrazione con il territorio che deve diventare più forte e il problema delle prescrizioni: chi si rivolge al Mater deve ancora portare l’impegnativa del medico di famiglia.
Non sono mancate neppure le polemiche, legate soprattutto a questioni di soldi e a bilanci in rosso. E proprio per questo Giannico cerca di fare chiarezza per alleggerire un clima diventato pesante. «Lo scorso anno, e il bilancio è pubblico - attacca il dg -, ci sono stati 24 milioni di perdita. Da che cosa deriva? Il primo motivo è che l’ospedale è partito con la pandemia. Per due anni abbiamo maturato perdite ingenti perché per dare risposte concrete alla Regione sul Covid, abbiamo bloccato gli interventi chirurgici (che rappresentano il 71% della nostra attività) e anche se la Regione ci ha dato dei contributi per l’emergenza sanitaria non sono stati sufficienti. Quest’anno non è stato da meno. Sì, abbiamo avuto pochi pazienti Covid, ma il carico da 90 è arrivato col personale: nel primo semestre 2022 abbiamo avuto 1800 giornate lavorative perse per l’isolamento dei nostri dipendenti».
E il contributo di Startup? Lo avete avuto o no? Questo è stato uno degli argomenti al centro delle polemiche.
«Quando si decise di partire ci fu un accordo tra Regione e Qatar Foundation Endowment con la consapevolezza che nei primi anni un ospedale non può arrivare alla massima capacità produttiva. La Regione avrebbe dunque contribuito a ripianare una parte dei costi solo per i primi due anni, quindi 2019 e 2020. Il cosiddetto contributo di Startup, insomma, sarebbe dovuto servire a questo. Se poi l’ospedale avesse continuato ad avere perdite - continua Giannico - ci avrebbero pensato i soci. Comunque, a fronte di una nostra richiesta che vale circa 35 milioni di euro (i costi non coperti dai ricavi ammontano a tanto) sempre e solo per i primi due anni, ad oggi non è ci è stato dato nulla. Tutti quanti i dubbi in merito alla correttezza e alla legittimità di questo contributo sono stati abbondantemente risolti addirittura in sede governativa. E infatti il Mater Olbia, sino al 2026, può operare in regime di deroga alle normali norme di legge».
E come pensate di raggiungere il pareggio di bilancio?
«Abbiamo adottato un business plan nel quale prevediamo di raggiungere il pareggio di bilancio saturando il budget regionale e aggiungendo ulteriori attività. La saturazione, ovviamente, si raggiungerà anche con l’adeguamento delle tariffe».
E ora qualche numero. Lei ha ribadito che il 71% dell’attività del Mater Olbia è chirurgica.
«E infatti i numeri sono altissimi, impensabili per molti ospedali. Ogni settimana, nelle cinque sale operatorie del Mater Olbia che utilizziamo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 19, facciamo 120 interventi. Nel 2023 useremo le sale anche il sabato».
Un traguardo raggiunto anche grazie alla partnership tra Qatar Foundation Endowment e Policlinico Gemelli.
«Assolutamente. In questi tre anni il contributo scientifico e clinico del Gemelli è stato per noi fondamentale. Ed è quello che ci ha consentito di garantire livelli di qualità elevata di assistenza. E la presenza di un partner come l’Università Cattolica è sicuramente un asset per ottenere la certificazione di Ircss da parte del ministero della Salute».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
