Influenza e covid, un mix indecifrabile
È uno degli effetti collaterali – mai registrato nel passato – di un sovraffollamento di virus che annuncia una doppia epidemia data dalla combinazione tra Covid e influenza stagionale. Guardando ai primi segnali, i giornali - tanto per allargare il lungo elenco di termini anglofili- parlano di twindemia, ovvero "epidemia gemellare" (dall'inglese twins, gemelli).
O addirittura di tripla epidemia, segnalando che negli Stati Uniti diversi ospedali sono già al completo, con un numero di bambini – nati durante la durante la pandemia – contagiati da un altro patogeno, il virus respiratorio sinciziale, WRS, che negli adulti e nei bambini più grandi causa una sorta di raffreddore, con sintomatologia lieve. Mentre le varianti di Omicron continuano a fare danni, sia pure limitati, data la minore aggressività rispetto al passato, è finito il biennio di tregua: con scuole e uffici chiusi, la diffusione della pratica dell’igiene delle mani, il distanziamento sociale e le mascherine anti Covid, l’influenza e le altre infezioni respiratorie erano state messe all’angolo. Ma ora, si prendono la loro ‘vendetta’ come ha scritto un famoso virologo britannico.
Con poche o nessuna restrizione in campo per eventi e viaggi, l’aumento di casi di Covid sembra pronto a scontrarsi con la stagione influenzale. Ma è difficile prevedere come sarà. Ha ragione uno dei più famosi epidemiologi americani, membro del comitato consultivo COVID-19, Michael Osterholm, che paragona la previsione della gravità di una stagione influenzale alla previsione della forza di un uragano e del suo percorso. Come gli antichi aruspici che esaminavano le viscere di animali sacrificati per trarne segni divini, i virologi e gli ‘influenzologi’ guardano ai dati dell’altro emisfero per trarre indicazioni. In Australia, che ha già sperimentato il nuovo corso, i casi di influenza nel 2022 hanno raggiunto il picco prima e a livelli più elevati rispetto a qualsiasi delle precedenti 5 stagioni influenzali. Per quanto riguarda le fasce di età, i bambini e gli adolescenti avevano maggiori probabilità di essere colpiti rispetto agli adulti.
Non sappiamo se, in questa parte del mondo le cose andranno allo stesso modo. E non sappiamo come sarà la convivenza Omicron-Influenza e che impatto avrà la possibile, insolita compresenza, del picco di 2 virus respiratori. Restano in campo le domande che non riguardano solo i non addetti ai lavori: hanno la capacità di influenzare il comportamento reciproco e interferiscono tra loro? Ancora una volta, siamo di fronte alla lotta tra la capacità della scienza di comprendere e prevedere la natura e l'imprevedibilità del mondo naturale. La ricerca ha svelato molti misteri dei virus, ma anche la nostra maggiore conoscenza scientifica, incentrata sulla complessità del codice genetico - si è rivelata inadeguata al compito di proteggere l’umanità da epidemie e pandemie, in questo nostro mondo globale e interconnesso. Armati di vaccini antinfluenzali - aggiornati ogni anno in base ai ceppi in circolazione; e forti di nuove informazioni e approcci tecnici, si può affrontare l’inverno, tenendo presente l’importanza che quest’anno ha l’influenza, il ‘male di stagione’, che può rappresentare una minaccia. Perché, nel caso di un'epidemia doppia o addirittura una tripla, in cui tutti e tre i virus colpiscono contemporaneamente, aumenta il numero delle malattie e la pressione sui sistemi sanitari.
La bassa copertura vaccinale degli anni scorsi e la scarsa adesione alla campagna vaccinale anticovid dei soggetti più fragili, non induce all’ottimismo. Non resta che sperare che non cadano nel vuoto i propositi che compaiono nel comunicato in cui il neo ministro della Salute, Orazio Schillaci annuncia il lancio della vaccinazione antinfluenzale e anti-Covid. E augurarsi che le parole ‘dialogo, informazione, sensibilizzazione’ ispirino azioni concrete e un maggiore investimento di tempo, talento e denaro in programmi sanitari.
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