La Nuova Sardegna

Il progetto a Lula

Einstein Telescope, portarsi avanti già da adesso

di Luca Deidda
Einstein Telescope, portarsi avanti già da adesso

3 MINUTI DI LETTURA





Di cosa ha bisogno la candidatura della Sardegna ad ospitare ET per vincere? La parola chiave è credibilità. L’idea visionaria di ET in Sardegna ha bisogno di tutto ciò che la rende credibile. Tale credibilità dipende vari elementi. Concentriamoci su tre. Primo, caratteristiche geofisiche del sito. Secondo, impegno del Paese ospitante a finanziare le opere di costruzione. Terzo, impegno del Paese ospitante a garantire un contesto infrastrutturale adatto per la costruzione e per il funzionamento dell’opera. Sul primo punto siamo messi benissimo. La comunità scientifica internazionale è unanime. Dal punto di vista geofisico il silenzio di Sos Enattos vince. Ciò vuol dire che le chance di completare l’opera e in tempi congrui sono maggiori se ET si fa in Sardegna che non nel sito concorrente in Olanda. Segue  

Gli olandesi rassicurano la comunità internazionale con la tesi che le difficoltà costruttive dettate dalle peggiori condizioni geofisiche non sono un problema. Il paese ospitante si farà carico dei costi aggiuntivi legati alle difficoltà. Rassicurazioni inutili. Perché le caratteristiche geologiche del sito olandese espongono la comunità internazionale al rischio che la costruzione di ET non abbia mai fine. Un rischio che contro cui non ci si può assicurare né si può rassicurare il prossimo. Ma non basta.

Noi italiani siamo quelli delle opere pubbliche interminabili. Sui punti due e tre c’è parecchio da fare. Abbiamo una lettera formale d’impegno dell’ex Presidente del Consiglio Mario Draghi a finanziare le opere civili, per un miliardo: due terzi del costo previsto. Un impegno formale, ma non basta per disporre dei fondi. Occorre che la spesa sia prevista nei documenti programmatici pluriennali del bilancio dello Stato; il DEF. Sarebbe stato opportuno adoperarsi già da ora. Deve essere contemplata dalla finanziaria relativa all’esercizio in cui inizieranno le attività di progettazione esecutiva; se parliamo del 2024, finanziaria 2023. Dietro l’angolo.

Bisogna lavorarci ora per essere pronti. Gli addetti ai lavori in questo caso sono i neoparlamentari sardi, molto attenti a ET, cosa meritoria che fa ben sperare. Poi c’è l’impegno RAS per 350 milioni di spese collegate. Sarebbe bene che l’impegno riguardasse opere direttamente collegate alla costruzione di ET. E sarebbe bene arrivare a 500 milioni, che spalmati sui 9 anni di costruzione, sul bilancio pubblico regionale, non sono tantissimi. E anche qui, l’impegno va esplicitato nei documenti programmatici di spesa. Nel DEF regionale per esempio. Nel DEFR 2022-25 ET è citato, insieme ad altri progetti tra cui ARIA, tra i tanti giustificativi di spese che nel triennio ammontano a meno di 100 milioni di euro. Bene, ma nel DEFR 2023 sarebbe utile essere più espliciti, dedicando alla partita ET una voce a parte e contemplando le spese con maggiore dettaglio. Bisogna lavorarci ora.

Gli addetti ai lavori sono i consiglieri e gli assessori RAS. Contesto infrastrutturale funzionale alla costruzione e al funzionamento. Infrastrutture materiali. Trasporti dati, mezzi movimento terra e persone. Sulle vie di comunicazione dati occorre quagliare. Il finanziamento RAS c’è, l’istituzione fruitrice deve affidare il GARR affinché inizi la fase esecutiva. Coraggio! Viabilità locale. Per scavare e portar via i materiali occorrerà una rete stradale adatta. Non sono cose che si fanno dall’oggi al domani. L’iter per arrivare alla costruzione è lungo e dovrebbe iniziare già ora per la fase di progettazione. Già ora sono in corso di svolgimento esperimenti funzionali a ET, vedi il progetto Archimede, con ricercatori che lavorano nel laboratorio attrezzato in uno dei capannoni di Sos Enattos.

Migliorare la qualità della viabilità e raggiungere Sos Enattos con la fibra supportare queste attività e darebbe un segnale forte di credibilità. Così come migliorerà la nostra credibilità consentire all’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di andare avanti con la realizzazione delle opere necessarie al progetto FABER, osservatorio geofisico multiparametrico, che l’istituto ha previsto a Sos Enattos. In questo caso, l’istituzione chiamata a dare una risposta è la RAS. Una risposta celere aggiungerebbe un ulteriore tassello al dossier di attività su cui saremo giudicati. Un tavolo tecnico può suggerire altre infrastrutture per rendere la nostra candidatura più credibile. Per arrivare ad avere fatti oltre che promesse.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative