Continuità territoriale, per la Sardegna solo briciole rispetto a Francia e Spagna
L’analisi di due docenti cagliaritani e la proposta per un sistema misto. Nell'isola 25 euro a residente, nelle Baleari 180, in Corsica quasi 300
Sassari Siamo ancora qui a discutere su quale sia il modello miglior per la continuità aerea della Sardegna. E mentre lo facciamo altre nazioni europee fanno viaggiare aerei dal continente alle isole con condizioni vantaggiose per i residenti e con frequenze e disponibilità di posti accettabili. Forse è arrivato il momento delle scelte, che devono partire dai numeri, da sempre meno disponibili della parole a piegarsi a interpretazioni di parte. Di numeri, nello studio predisposto da due docenti dell’università di Cagliari, Gianfranco Fancello e Roberto Devoto, del dipartimento di Ingegneria civile, ambientale ed Architettura e del Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità, ce ne sono tanti. E vanno a sostegno di una proposta operativa presentato al Meetforum di Portale Sardegna, ma sinora mai preso seriamente in considerazione dalla Regione. Per i due esperti sarebbe invece la soluzione ottimale: un sistema misto col modello spagnolo per l’estate, francese per l’inverno.
Meno risorse È necessaria però una premessa: l’impegno economico che Francia e Spagna mettono in campo per le continuità territoriale di Corsica e Baleari non è neppure paragonabile a quello della Sardegna. La nostra isola, a fronte di una popolazione di poco superiore a un milione e 600mila persone impegna ogni anno 41,7 milioni di euro. Per le Baleari, che di abitanti ne hanno un milione e 100mila, la Spagna spende all’anno 200 milioni. La Francia per la Corsica stanzia 84 milioni per 400mila persone. Se consegue che la spesa per residente in Sardegna è di 25 euro, nelle Baleari 180, in Corsica 248. Con queste basi di partenza ci sarà sempre una differenza tra la continuità sarda e quella dei vicini spagnoli e francesi. Per migliorare serviranno risorse più consistenti. E forse un diverso sistema. Secondo Fancello e Devoto si potrebbe prendere il meglio dei due modelli, adottandoli in periodo diversi dell’anno.
Il sistema spagnolo Si viaggia con mercato libero: non c’è un bando, le compagnie non prendono soldi, ma lo stato prevede una compensazione per i passeggeri. Previsto un rimborso ai residenti del 75% della tariffa. Tratte, orari e frequenze sono liberi sul mercato. «I vantaggi - spiegano i due docenti - sono assenza di aiuti di Stato alle compagnie, concorrenza e pluralità di offerta, dinamicità e variabilità tariffe, superamento del blocco per picchi domanda, qualsiasi connessione interna». Le criticità: «Logica di mercato, diminuzione del servizio in base alla domanda, picchi di tariffa su alcuni periodi, assenza di programmazione medio lungo periodo.
Il sistema francese È simile a quello sardo: per la Corsica sono previste compensazione alle compagnie, tariffa bloccata per i residenti, tratte, orari e frequenze fissi. «I vantaggi sono la certezza della tratta, della tariffa e dei fondi in bilancio. Gli svantaggi la presenza di aiuti di Stato, una situazione di monopolio, una procedura complessa, rigidità del sistema di offerta e di quello tariffario, assenza di integrazioni su picchi domanda».
Il mix sardo La proposta del sistema misto è questa: dal 1 ottobre al 31 maggio si opera con il modello francese (bando per 8 mesi per una compagnia unica; voli, tariffe, frequenze ed orari bloccati). Dal 1 giugno al 30 settembre col modello spagnolo (libero mercato, più compagnie sulle tratte, tariffe, orari e frequenze, rimborso del 50%-75%, top priceper accedere al rimborso (da fissare), low priceal di sotto del quale non si accede al rimborso (da fissare).
I costi Sono state fatte anche due ipotesi di costo. Con un biglietto medio a 70 euro per tratta si dovrebbero spendere tra i 106 (rimborsi al 50) e i 145 (rimborsi al 76) milioni di euro. Con un biglietto medio di 100 euro si passerebbe rispettivamente a 139 e 193 milioni di euro.
Il bando Il 28 dicembre scade il termine per il bando della prossima continuità: un bando biennale sino al 2025 che prevede tariffe bloccate per i residenti sia d'estate che nella stagione autunno-inverno, mentre per gli altri agevolazioni solo inverno e autunno se viaggiano per motivi di lavoro, mentre senza tetto durante l'estate su Cagliari, Alghero, Olbia per Milano e Roma.
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