Giovanni Satta torna in libertà e in Consiglio regionale, Anselmo Piras patteggia 18 mesi
Per il caso dell’Rsa di Monastir resta ai domiciliari solo il medico Savasta
Cagliari Giovanni Satta ritorna in libertà e in consiglio regionale, Anselmo Piras patteggia un anno e mezzo di reclusione e lascia anche lui gli arresti domiciliari. Dei principali indagati per il traffico di influenze sulla vendita della Rsa Villa degli Ulivi a Monastir rimane incastrato alla misura cautelare soltanto il medico Franco Savasta. E’ successo tutto in queste ore: proprio il giorno prima che il riesame valutasse l’istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati Gianluca Aste e Angelo Merli, il gip Michele Contini ha deciso di accogliere quella avanzata dopo l’ultimo interrogatorio del consigliere sardista di Buddusò. Mentre Piras, ex assessore comunale a Cagliari, cui il pm Emanuele Secci contesta anche la tentata estorsione, ha scelto col difensore Antonio Gaia il patteggiamento: l’accordo con la Procura c’è, manca soltanto il via libera del giudice.
Ricevuta dalla Prefettura la comunicazione sulla posizione di Satta, il consiglio regionale aveva fissato per mercoledì prossimo la surroga del pluri-indagato onorevole di Buddusò con Anna Paola Aisoni, che risultava in pole position nella graduatoria elettorale. Salterà tutto, perchè la legge Severino dispone la sospensione dalla carica - prima del giudizio - solo per la durata della misura cautelare. Gioca a favore di Satta anche l’orientamento espresso dal guardasigilli Carlo Nordio, che vorrebbe proporre l’abolizione del reato contestato dalla Procura, il traffico di influenze. Sparito il reato, sparirebbe anche il procedimento penale a carico di Satta, mentre la scelta di patteggiare formalizzata da Anselmo Piras sembra riferita soprattutto all’accusa di tentata estorsione. Ora non resta che attendere l’avviso di chiusura delle indagini. (m.l)
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