Arriva l’agnello Igp a emissioni zero, il primo al mondo 100% ecosostenibile
Il prodotto è già disponibile nei supermercati
Sassari Il suo esordio lo ha fatto ieri mattina sui banchi frigo di alcuni supermercati. In apparenza uguale agli altri, ma in realtà con una certificazione del tutto nuova: è il primo agnello al mondo a essere totalmente sostenibile. Significa che per la sua produzione si mette al primo posto il rispetto assoluto dell’ambiente. Zero emissioni di Co2, cento per cento di sostenibilità: l’agnello Igp di Sardegna 4.0, presentato non a caso in vista delle festività natalizie, è il frutto di un lungo e importante lavoro di ricerca che ha messo insieme studiosi, allevatori, macellatori e distributori. Si tratta del progetto Versoa, finanziato dalla Bs Green, società che opera nel recupero e nella valorizzazione dei prodotti secondari di origine animale, e realizzato con la collaborazione del dipartimento di Agraria dell’università di Sassari, del Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp, della Coldiretti, del gruppo Fratelli Ibba-Abbi group, di Stc food e di Sardinya carni, più sette allevatori dai quali è stato sperimentato il nuovo tipo di produzione.
Primi al mondo C’era grande soddisfazione, ieri mattina, nell’aula Cappio-Borlino della facoltà di Agraria, dove il progetto è stato presentato davanti ad alcuni studenti del corso Carni sostenibili di cui è docente Giuseppe Pulina, che è anche il coordinatore del progetto Versoa. La novità è di livello mondiale ed è stato spiegato che gli agnelli sostenibili potranno essere riconosciuti attraverso la certificazione Neutry-Foood, che si basa su parametri internazionale che tengono conto delle emissioni zero e del benessere globale degli animali. «È un primo passo che va incontro all’esigenza dei cittadini di avere a disposizione prodotti certificati per la sostenibilità – spiega Andrea Massidda, ceo di Bs Green –. Il nostro impegno, assieme ai partner del progetto, è quello di rendere tutte le filiere alimentari sarde, vegetali comprese, totalmente sostenibili». Dagli studi effettuati è infatti emerso che il bilancio carbonico di questo tipo di carne è pari a zero. Si è calcolato che l’assorbimento del carbonio, negli allevamenti del progetto, compensa quello che viene emesso grazie all’assorbimento nel suolo delle sostanze organiche, nella componente vegetale, soprattutto arborea.
I produttori Particolarmente soddisfatto Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna e del Consorzio agnello di Sardegna Igp. «È un traguardo importante anche per gli allevatori – sottolinea –. La certificazione emersa da questo progetto ha il merito di garantire il nostro lavoro anche davanti al consumatore. Si punta sempre più sulla qualità che sulla quantità». Sulla stessa linea Luca Saba, direttore della Coldiretti sarda. «Dobbiamo essere orgogliosi di questo grande risultato – commenta –. Allo stesso tempo questo test è la dimostrazione che tanti altri allevamenti sardi possono già essere pronti per essere certificati carbon-neutral. Possiamo aspirare a una agricoltura sarda certificata totalmente sostenibile». Un settore sempre più proiettato verso il futuro e il rispetto dell’ambiente, dunque. «Prosegue il nostro lavoro verso un prodotto dalla chiara origine, sostenibile e salubre – dice Alessandro Mazzette, direttore del Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna Igp – garantendo il consumatore con chiare certificazioni che possono trovare in etichetta».
L’esordio Il lotto preliminare è stato messo in vendita da ieri nei banchi dei supermercati TuttiGiorni di Sassari e Cagliari e in quello Crai di Oristano. «La sensibilità verso le esigenze etiche dei consumatori sarà la carta vincente per una distribuzione che guardi oltre le pareti del supermercato» dice Marco Ibba di Fratelli Ibba e Abbi Group. Presente al lancio del primo agnello sostenibile anche Federico Stochino della Stc food: «L’obiettivo è sensibilizzare la comunità sarda, e non solo, e funzionare da esempio per il futuro».
Il futuro Si è partiti con l’agnello, ma l’obiettivo è coinvolgere presto altre produzioni. «Questo progetto – spiega il docente Giuseppe Pulina – proseguirà per la certificazione di neutralità della carne bovina e suina e, successivamente, del latte ovino e caprino. Certificare quante più aziende possibile potrà assicurare alla Sardegna un posto privilegiato nell’export dei nostri prodotti di origine animale in quelle aree in cui la sensibilità ai temi ambientali è più sviluppata, creando un reale vantaggio competitivo rispetto a produzioni non certificate per la sostenibilità».
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