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L’Enac: «Per l'isola tariffe troppo alte: non è possibile rinunciare al diritto alla mobilità»

L’Enac: «Per l'isola tariffe troppo alte: non è possibile rinunciare al diritto alla mobilità»

Il presidente Di Palma interviene sul caro-trasporti

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Sassari Quando era il direttore dell’Enac, l’Ente nazionale per l'aviazione civile, è stato tra i sostenitori degli oneri di servizio pubblico applicati ai voli da e per la Sardegna. Adesso, Pierluigi Di Palma è il presidente dell’Enac e osserva con attenzione gli sviluppi della situazione che sta maturando sui cieli dell’isola, con i biglietti aerei venduti a peso d’oro e i posti disponibili vincolati alla buona luna della compagnie che, su pressione della Regione, hanno aggiunto 45 voli allo smunto programma che Ita e Volotea avevano scelto per collegare l’isola al resto del Paese durante le feste natalizie.

E proprio l’Enac, con le sue mancate autorizzazioni, è stato chiamato in causa quando si è trattato di giustificare l’impossibilità di acquistare i tagliandi: «Non ho intenzione di alimentare le polemiche – spiega Di Palma – ma per autorizzare un volo prima deve arrivare la richiesta, che non era arrivata. Magari arriveranno in queste ore e, nel caso, non ci saranno problemi perché concediamo le autorizzazioni in tempo reale». Archiviato il fraintendimento, Di Palma tende la mano all’isola: «L’Enac sta approfondendo il tema degli oneri di servizio pubblico ma anche come si possono declinare in maniera migliore gli aiuti ai vettori. Vedo che state affrontando il dibattito, anche con proposte interessanti. Per questo credo che si possa trovare presto una soluzione condivisa. Noi siamo sempre disponibili a sederci attorno ad un tavolo con la Regione».

Sull’impennata dei prezzi, Di Palma si limita ad indicare la Sicilia: «Schifani, il governatore, si è rivolto all’antitrust...E per la Sardegna la mobilità aerea è troppo importante, per questo non si dovrebbero piazzare le barriere all’ingresso». Sarebbe però importante proporre un bando aggiornato e inattaccabile con cui attrarre le compagnie aeree: «Si deve trovare il tempo di approfondire anche le ipotesi che prevedono una diversa declinazione degli oneri, magari da verificare in sede comunitaria. Ad esempio, stavo affrontando questi problemi per Pantelleria e Lampedusa, e come per loro dico che anche in Sardegna tutto può essere declinato a seconda delle stagioni. E se gli aerei in inverno dovessero essere vuoti, si potrebbe ridurre il numero di voli e fare,ad esempio un Alghero, Olbia Roma». Ma non solo: «La continuità può essere allargata ai non residenti ma, lo ripeto, non dobbiamo fissarci sugli oneri di servizio. Ci sono altre strade e una potrebbe essere l’insularità. Poi, tutto dipende dai soldi. Se ci fossero, si potrebbe anche riaprire il discorso dei collegamenti a prezzi calmierati con Bologna , Torino, Napoli e Verona».

L’ultimo passaggio, Di Palma lo dedica agli aeroporti dell’isola e alla cabina di regia unica: «Guardiamo con favore l’idea che poi si possa determinare un soggetto che, rispettando le esigenze del territorio, potrebbe anche avere maggior forza di contrattazione. Noi abbiamo proposto al ministero la formazione di 13 reti nazionali degli aeroporti italiani. Sono arrivate 49 osservazioni e nessuno contesta l’ipotesi di sintetizzare il sistema italiano in 13 reti». (c.z.)
 

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