Natale, nell’isola spesi 600 milioni di euro in prodotti sardi
Ma la cifra globale è in calo rispetto al 2021. Colpa del caro bollette e dei rincari
Sassari Sono 616 i milioni di euro che le famiglie sarde spenderanno entro dicembre per prodotti e servizi realizzati dalle piccole imprese artigiane sarde, in diminuzione del 2,8% rispetto allo scorso anno, 18milioni in meno, quando i sardi utilizzarono 643 milioni per i regali delle festività. Una situazione condizionata dal caro bollette che pesa sui consumi finali. La stima è dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna e la maggior parte di questa spesa sarà destinata a prodotti alimentari e bevande per 409 milioni di euro e 206 per altri prodotti e servizi tipici del Natale.
«Con un regalo locale si sostiene non solo l’imprenditore, i suoi dipendenti e le rispettive famiglie, ma si contribuisce alla trasmissione della cultura artigiana e al benessere della comunità», dice Maria Amelia Lai, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna. Le spese legate alle festività, infatti, fanno registrare un valore delle vendite al dettaglio superiore del 25,5% rispetto alla media annuale. Dietro c’è un universo di micro e piccole imprese che sono l’anima del tessuto produttivo. Sono 7.902 le imprese artigiane dell’isola, con quasi 20mila addetti, che operano nei settori produttivi legati al Natale (dagli alimentari, ai giocattoli). E per imbandire le tavole c’è un’offerta enogastronomica d’eccellenza. Un settore, quello agroalimentare, rappresentato da 2.909 imprese artigiane che danno lavoro a 9.871 addetti.
«In vista del Natale abbiamo deciso di lanciare la campagna “Compra artigiano nella tua città”, affinché i sardi scelgano i negozi di prossimità, le botteghe artigiane e i prodotti del territorio», sottolinea Daniele Serra, Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna. La parte del leone la recitano alimentari e bevande, che occupano quasi due terzi (67%) dello shopping natalizio, pari a 409 milioni di euro. Sono 7.902 le imprese artigiane della Sardegna operanti in 47 settori in cui si realizzano prodotti artigianali e si offrono servizi di qualità che possono essere regalati in occasione del Natale, pari al 30,7% delle imprese artigiane sarde: queste imprese danno lavoro a 19.910 addetti cioè ad un terzo (32,8%) degli addetti dell'artigianato. Di queste, sono 2.909 le imprese artigiane di alimentare, bevande e ristorazione, pari al 2,7% delle imprese e al 10,9% dell'artigianato regionale. Sono 9.871 addetti nelle imprese che producono alimentare, bevande e ristorazione, pari al 3,3% degli addetti totali e al 16,3% degli addetti dell'artigianato regionale. L’export vale 418 milioni euro di made in Sardegna di alimentare e bevande (ultimi 12 mesi), pari a 3,1% delle esportazioni manifatturiere, con 25 milioni euro di made in Sardegna di vini (ultimi 12 mesi), variazione % tendenziale I semestre 2022 pari al +16,6%. Confcommercio Secondo una stima dell’Ufficio studi di Confcommercio, nonostante le incertezze economiche dovute all’aumento dei prezzi a causa dell’inflazione, ogni sardo spenderà 119 euro a testa per i regali (la spesa media italiana è di 157 euro). Solo il 42,3% dei sardi è propenso a fare gli acquisti natalizi, la media Italiana è di 41,7%.
Secondo Confcommercio, i consumi medi da tredicesima scendono a 1.532 euro in termini reali, dai 1.680 del 2021, portandosi così sui livelli minimi da 15 anni. In Sardegna si arriva a 1165 euro. Secondo un'indagine sui consumi di Natale 2022 realizzata da Confcommercio-Imprese, con Format research, in cima alla lista dei regali più diffusi si confermano i prodotti enogastronomici (70%), seguiti da giocattoli (49%), libri ed ebook (48%), abbigliamento (47%), prodotti per la cura della persona (41%). Tra i regali che con il maggiore incremento rispetto all'anno scorso i prodotti per animali (+8,4%). (c.z.)
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