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Gli ex lavoratori: «Fare chiarezza su AirItaly»

Gli ex lavoratori: «Fare chiarezza su AirItaly»

Lettera dei dipendenti della compagnia aerea di proprietà di Qatar airways: «Alla luce di quanto emerso dal Qatargate occorre approfondire la vicenda»

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Sassari. Sono finiti in un dimenticatoio. Qualcuno ha trovato occupazione in altre compagnie, altri hanno cambiato lavoro. Altri ancora sono fermi. In queste settimane assistono alle vicende del cosiddetto “Qatargate” che sta scuotendo le fondamenta europee e ha al centro lo Stato che era in un certo senso il loro vecchio datore di lavoro. Sono gli ex dipendenti di AirItaly, la compagnia sorta dalle ceneri di Meridiana e gestita sino alla chiusura da Qatar Airways. Ora «i millecinquecento lavoratori licenziati da Air Italy chiedono che venga fatta totale chiarezza sul crack della seconda compagnia aerea italiana, anche alla luce di quanto emerso dallo scandalo denominato Qatargate».

Lo fanno in una lunga lettera, firmata da un’ottantina di loro, senza lo scudo di alcuna organizzazione sindacale. Una lettera dai toni aspri, intinta nell’amarezza di una vicenda dolorosa per tante famiglie.

I lavoratori ripercorrono le tappe di quella vicenda, sino ad arrivare all’epilogo che ha messo a terra «l’intera flotta della seconda compagnia italiana con quasi sessant’anni di storia e un know how irripetibile, licenziando tutti i quasi millecinquecento lavoratori residui del gruppo. Il licenziamento di altri mille era, infatti, stato posto come condicio sine qua non per l’acquisizione della compagnia sarda. Ne conseguiva la liquidazione dell’azienda, ma “in bonis”».

«Veniva cancellata così - ricorda ancora la lettera -, con un colpo di spugna e senza che nessuna istituzione regionale o nazionale facesse alcunché, una compagnia aerea che per oltre mezzo secolo aveva affrancato la Sardegna dall’isolamento, espandendo poi il proprio raggio d’azione ad un livello globale e che rappresentava, per l’intero Paese, un asset industriale strategico».

I lavoratori lamentano ancora una volta la mancata sorveglianza da parte dei «Ministeri dello Sviluppo economico e dei Trasporti e della Regione Sardegna» sulla «scellerata gestione aziendale della joint venture italo araba, sorta nei tavoli del MiSe con le firme di garanzia - non onorata - dei rappresentanti del Governo centrale e regionale».

E si chiedono perché «nessuno ha mai raccolto i numerosi appelli lanciati da alcuni sindacalisti aziendali che denunciavano nelle sedi dei Ministeri dello Sviluppo Economico, dei Trasporti, del Lavoro, delle Regioni Sardegna e Lombardia, del Parlamento Europeo e financo dal Papa» una gestione aziendale «che bruciava quasi un milione di euro al giorno».

Ora il Qatargate riporta la luce dei riflettori anche sul AirItaly. In tempo solo per nuovi rimpianti.

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