La Nuova Sardegna

Sassari

La delegazione del Pd nel carcere di Bancali per incontrare Cospito

di Giovanni Bua
La delegazione del Pd nel carcere di Bancali per incontrare Cospito

L’anarchico prosegue lo sciopero della fame

12 gennaio 2023
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Sassari «Salviamo la vita di Alfredo Cospito». Questo il titolo dell’appello lanciato dal quotidiano Avvenire, che ha raccolto le adesioni di intellettuali, giuristi, artisti, religiosi e tanti semplici cittadini. Una richiesta vibrante, fatta propria da una delegazione di parlamentari del partito democratico che questa mattina si è recata nel carcere di Bancali per costatare concretamente le condizioni del fondatore del Fai-Federazione Anarchica Informale, lì detenuto in regime di 41-bis. La visita è iniziata alle 11, fanno parte della delegazione la capogruppo alla Camera Debora Serracchiani, i deputati Andrea Orlando e Silvio Lai, la vice presidente del Senato Anna Rossomando e il senatore Walter Verini.

Nell’appello, firmato tra gli altri dell'ex presidente della Corte costituzionale Flick, dall'attore musicista e scrittore Moni Ovadia e dal missionario comboniano padre Alex Zanotelli, si ricostruisce la storia di Cospito, condannato a 20 anni di reclusione per avere promosso e diretto la Fai (considerata associazione con finalità di terrorismo) e per alcuni attentati uno dei quali qualificato come strage pur in assenza di morti o feriti. E in carcere da oltre 10 anni, avendo in precedenza scontato una condanna per il ferimento dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi. Dal 2016 è stato inserito nel circuito penitenziario di Alta Sicurezza 2. Dal 4 maggio 2022 è al 41 bis, con esclusione di ogni possibilità di corrispondenza, diminuzione dell’aria a due ore e riduzione della socialità a una sola ora al giorno.

Per protestare contro l’applicazione di tale regime e contro l’ergastolo ostativo, il 20 ottobre Cospito ha iniziato uno sciopero della fame che si protrae tuttora con perdita di 35 chili di peso e un preoccupante calo di potassio, necessario per il corretto funzionamento dei muscoli involontari tra cui il cuore. La situazione si fa ogni giorno più grave, e Cospito non intende fermarsi, come ha dichiarato nell’ultima udienza davanti al Tribunale di sorveglianza.

«Lo sciopero della fame – si legge nell’appello – potenzialmente fino alla morte è una scelta esistenziale drammatica che interpella le coscienze e le intelligenze di tutti. È un lento suicidio (che si aggiunge agli 83 suicidi “istantanei” intervenuti nelle nostre prigioni nel 2022), un’agonia che si sviluppa sotto i nostri occhi, una pietra tombale sulla speranza. A fronte di ciò, la gravità dei fatti commessi non scompare né si attenua, ma deve passare in secondo piano. Sta qui la differenza tra gli Stati democratici e i regimi autoritari».

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